«Nell’era dei post-eroi trattati come pedine»

Un maestro della letteratura italiana come Massimo Carlotto ne canta da sempre le lodi, evidenziandone l’eccellente abilità di scrittura e la capacità d’imbastire trame in cui la realtà - le brutture della quotidianità, per meglio dire - s’intreccia in maniera pressoché perfetta con la fiction. Ne è un fulgido esempio “Gleba” (pubblicato dalla casa editrice bolognese “Pendragon”), quarto romanzo realizzato a quattro mani da Tersite Rossi, il collettivo di scrittura che comprende Marco Niro (giornalista d’origine casalese) e Mattia Maistri (insegnante trentino). Un’opera che, come da tradizione, affonda le radici nell’attualità più stretta («Ci occupiamo di lavoro, e di tutto quanto ne deriva in termini di sfruttamento», sottolinea Niro) distinguendosi per essere paradigmatica di un genere narrativo oggi assai all’avanguardia di cui Tersite Rossi si fa formidabile rappresentante. «New italian epic è il genere cui il nostro libro vuole appartenere: un romanzo screziato di noir che sceglie di puntare l’indice contro le storture del nostro vivere raccontando una storia di cui potrebbe essere sventurato protagonista ciascuno di noi...
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