«Don Primo continua a parlare alle nostre coscienze»

9 GEN 20
Ultimo aggiornamento: 19:0516 MAG 25
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Don Primo Mazzolari torna protagonista di un convegno nella sua città, Cremona, dove era nato 130 anni fa, esattamente il 13 gennaio del 1890. Tra i relatori don Bruno Bignami, presidente della Fondazione don Primo Mazzolari.
Don Bruno Bignami prosegue l’anno delle celebrazioni - nel 2019 cadevano i 60 anni della morte -, del prete di campagna. Cosa abbiamo imparato di nuovo del suo messaggio?
«L’anniversario della nascita di Mazzolari, avvenuta alla cascina san Colombano di Boschetto, è sempre un importante appuntamento. Dopo le celebrazioni per il Sessantesimo, che si concluderanno ad aprile, questo ulteriore momento non avrà lo stesso tenore celebrativo, ma potrà diventare occasione per coltivare la memoria e fare da cassa di risonanza del suo messaggio. Don Primo continua a parlare alle coscienze con i suoi scritti e con la sua testimonianza. In questi giorni di fuoco nel Medioriente viene facilmente in mente la carica profetica del “Tu non uccidere”, un manifesto che inneggia al coraggio della pace e della non violenza. Magari ci fosse un Mazzolari dei nostri giorni, capace di incidere sui cuori e sui pensieri per spingere verso una pacificazione».
L’incontro in Comune, intanto, metterà a confronto la parola di don Primo a quella di papa Francesco. Tema sarà la cura del creato, oggi tornata di così grande attualità. Qual è il filo conduttore?
«I tempi vissuti da Mazzolari e da papa Francesco sono molto diversi. Per essere espliciti, la questione ecologica non era avvertita nella prima metà del secolo scorso. Oggi il confronto con il problema dei cambiamenti climatici e con le implicanze ambientali di scelte economiche sono urgenti e drammatiche...
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