"La guerra nei racconti di mia nonna"

Elvira. Aneddoti di guerra I” è un piccolo libro scritto in poche copie da una giovane autrice, Mariagrazia Bodini, 22 anni, laureanda in biotecnologie medico farmaceutiche, con una grande passione per la storia. Nelle intenzioni dovrebbe essere il primo di due volumi scritti per raccogliere le memorie intorno alla seconda guerra mondiale di alcuni familiari. Elvira è la nonna, Elvira Nolli, “la Grande Madre”: allo scoppio della guerra era solo una ragazzina che abitava nella cascina “Ripa” di Casalsigone ed osservava con occhi attoniti una tragedia più grande di lei. Quelle immagini di morte, il fragore assordante delle bombe, il crepitio delle mitragliatrici, il sangue sparso per terra le si sono stampate per sempre nella memoria. Il libro è un susseguirsi incalzante di flash, sollecitati dalle domande della nipote, che illuminano di vivida luce scene e frammenti di un racconto reso vivo dall’uso del dialetto, dall’intercalare del “cat”, quasi un darsi ragione, a se stessa e agli altri, di una storia vissuta involontariamente da protagonista in un lembo di pianura, lontano dalle cronache della guerra ufficiale, ma forse per questo più vera e drammatica nelle sue conseguenze. Per raccontare, ormai novantenne, alla giovane nipote che la incalza, la “sua” guerra, per lasciarle il suo messaggio e la sua lezione. Le grandi tappe del conflitto, l’armistizio dell’8 settembre, la Resistenza, i partigiani in pianura e in montagna, le contraddizioni dei “grandi”, l’inconcludenza e l’inutilità della violenza, tutto scorre davanti ad Elvira, vittima inconsapevole ed allo stesso tempo protagonista della storia. Gli aneddoti sono costituiti da ricordi, figure, stupore, terrore e angoscia, episodi di questa storia minore vista attraverso gli occhi ingenui e feriti di Elvira, poco più di una bambina. Una serie di sequenze vive, che si sviluppano in quadri dal sapore neorealistico. «Sono storie fatte di ricordi - spiega Mariagrazia nell’introduzione - ora nitidi, ora sfocati, con coordinate spazio-temporali non sempre precise, ma di un’intensità che nessun libro scolastico, o documentario, o professore (con tutto il rispetto per i miei bravissimi ex insegnanti) potranno mai trasmettere, perchè nelle sue parole c’è tutta la drammaticità di quel periodo storico”....
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