Frazzi, una fornace che fece la storia

In attesa che venga depositato presso l’Archivio di Stato di Cremona il copioso materiale cartaceo che documenta la storia della fornace Frazzi, consistente in 3500 disegni autografi su carta da lucidi, già dichiarato documentazione di interesse storico di archeologia industriale da parte del Ministero dei Beni Culturali, Giulio Grimozzi ha dato alle stampe un agile volumetto, edito dal Laboratorio del Cotto, che ne riepiloga le vicende. Ad iniziare proprio dalla complessa conservazione del materiale.
Fin dal 1983, appena costituito il Laboratorio del Cotto, si era presentata la necessità di un urgente intervento per il recupero del materiale testimoniale della storia della fornace, che sarebbe stato disperso con la demolizione degli edifici di quell’industria conseguenti all’inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo centro commerciale Coop. L’intervento di recupero fu condotto, non senza difficoltà e pericoli, dai volontari del Laboratorio e dell’Archeoclub intervenuti su strutture pericolanti abbandonate da decenni. Molto materiale, depositato nelle soffitte, era già disastrosamente irrecuperabile a causa della pioggia filtrata dai tetti, ad esempio le lastre fotografiche su vetro che, appena mosse, lasciavano cadere la gelatina impressionata, oppure i modellini in scala di costruzioni che abbinavano il laterizio al legno o al ferro, distrutti dal crollo delle travature. Nonostante tutto fu raccolto molto materiale di rilevanza storica consistente in documenti d’amministrazione, circa 3500 disegni autografi su lucidi, cataloghi, 2400 clichè di stampa e campionature miniaturizzate. Purtroppo nel corso dell’intervento non sono mancati episodi di sciacallaggio, perpetrati dai cacciatori di souvenir, ed ancora oggi capita di trovare sui mercatini o in vendita on line fogli di azioni, depliant e cataloghi. Inoltre parte della documentazione amministrativa, affidata ad un esperto per la relativa decodificazione e catalogazione, a titolo di donazione personale, è finita alla Camera del Lavoro e in seguito conferita all’archivio della Cgil che tuttora lo trattiene. Il resto del materiale, non appena sarà terminato il trasferimento su supporto informatico, come detto, sarà donato all’Archivio di Stato.
Tutta la bassa valle padana, e in particolare il cremonese, è ricca di ottimi sedimenti di argilla alluvionale, per cui, in periodo industriale, si sono affermati valenti produttori di laterizi...
Fin dal 1983, appena costituito il Laboratorio del Cotto, si era presentata la necessità di un urgente intervento per il recupero del materiale testimoniale della storia della fornace, che sarebbe stato disperso con la demolizione degli edifici di quell’industria conseguenti all’inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo centro commerciale Coop. L’intervento di recupero fu condotto, non senza difficoltà e pericoli, dai volontari del Laboratorio e dell’Archeoclub intervenuti su strutture pericolanti abbandonate da decenni. Molto materiale, depositato nelle soffitte, era già disastrosamente irrecuperabile a causa della pioggia filtrata dai tetti, ad esempio le lastre fotografiche su vetro che, appena mosse, lasciavano cadere la gelatina impressionata, oppure i modellini in scala di costruzioni che abbinavano il laterizio al legno o al ferro, distrutti dal crollo delle travature. Nonostante tutto fu raccolto molto materiale di rilevanza storica consistente in documenti d’amministrazione, circa 3500 disegni autografi su lucidi, cataloghi, 2400 clichè di stampa e campionature miniaturizzate. Purtroppo nel corso dell’intervento non sono mancati episodi di sciacallaggio, perpetrati dai cacciatori di souvenir, ed ancora oggi capita di trovare sui mercatini o in vendita on line fogli di azioni, depliant e cataloghi. Inoltre parte della documentazione amministrativa, affidata ad un esperto per la relativa decodificazione e catalogazione, a titolo di donazione personale, è finita alla Camera del Lavoro e in seguito conferita all’archivio della Cgil che tuttora lo trattiene. Il resto del materiale, non appena sarà terminato il trasferimento su supporto informatico, come detto, sarà donato all’Archivio di Stato.
Tutta la bassa valle padana, e in particolare il cremonese, è ricca di ottimi sedimenti di argilla alluvionale, per cui, in periodo industriale, si sono affermati valenti produttori di laterizi...
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