E gli studenti si unirono agli operai

Era il 15 novembre 1969, un sabato, quando “l’autunno caldo” iniziò a farsi sentire anche a Cremona. Da settembre l’Italia era attraversata da un’ondata di proteste e lotte sindacali operaie, favorita dal clima politico del Sessantotto, ma già qualche mese prima si erano avute le prime avvisaglie, nel corso delle lotte sindacali per le indennità degli operai alle catene di montaggio e per il diritto all’elezione dei delegati di reparto. La novità era che gli operai delle grandi fabbriche avevano trovato degli alleati negli studenti, che parallelamente si erano mobilitati per il “diritto allo studio” allargato a tutti gli strati sociali. Sono in gioco conquiste fondamentali, prima fra tutte lo Statuto dei lavoratori, e quindi i contratti, gli aumenti salariali, la riduzione dell’orario di lavoro, l’assemblea retribuita e la parità normativa tra operai e impiegati. A Cremona i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno già indetto uno sciopero generale per mercoledì 19 invitando a parteciparvi tutte le categorie dell’industria, dell’agricoltura, del pubblico impiego, del commercio, del credito e dei servizi. Ma gli studenti dell’Istituto industriale Ala Ponzone giocano d’anticipo, e quella mattina occupano il primo piano della scuola, dove ha sede la sezione dei chimici: il preside, il professor Cusumano, ha rifiutato al “Gruppo di lavoro” di studenti, costituito due giorni prima, la possibilità di riunirsi per stendere una bozza del nuovo orario unico...
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