Partenze e arrivi, sul treno dei ricordi

Quando guidare un’automobile era ancora un privilegio riservato ai più fortunati e facoltosi, viaggiare in treno rappresentava l’unica maniera possibile per spostarsi in tempi relativamente rapidi - siamo in un arco temporale compreso tra gli anni Dieci e i Cinquanta del secolo passato -, così da raggiungere mete non agevolmente accessibili ai più. «Salire sopra un treno, oltretutto, simboleggiava una sorta di “rito”: era un’esperienza collettiva su cui, nel corso degli anni, spesso s’è concentrata l’attenzione di molti esperti», commenta Alvaro Ferlenghi - ex Ferroviere, già Cantoniere dell’Armamento -, autore del volume (edito da “Fantigrafica”) “La ferrovia Cremona-Rovato”, «un’opera (la terza, in assoluto, della produzione a mia firma) scaturita a conclusione di una lunga e appassionata attività di documentazione e ricerca che toglie la polvere sopra un frammento di storia rilevante sia per la nostra città che per l’intera Lombardia, giacché la linea ferroviaria indicata permetteva di raggiungere destinazioni importanti toccando ben più di venti stazioni». Realizzato con la preziosa collaborazione del “Club Fermodellistico Bresciano”, oltreché del Museo dell’Industria e del Lavoro Brescia Musil e di “Treni di Carta”...
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