Fra questi pini, a ritemprar le forze

17 OTT 19
Ultimo aggiornamento: 20:48 | 7 APR 26
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C'erano proprio tutti quella mattina di novant’anni fa, lunedì 3 giugno 1929, a Croce di Salven. Ad iniziare dal prefetto Francesco Rossi e dal dottor Stefano Foletti, presidente del Consorzio antitubercolare. Si doveva inaugurare il complesso dell’Istituto Climatico cremonese di Borno, costruito in tempo record nel giro di poco più di un anno da Achille Verdelli. C’erano Tullo Bellomi, il podestà Giovanni Bellini, il professor Sandro Rizzi, direttore del Preventorio Antitubercolare, il vescovo monsignor Giovanni Cazzani, e molti altri. Non c’era Farinacci, ma sua moglie Anita. Almeno un centinaio, tra autorità ed invitati, che si erano dati appuntamento in questa “incantevole pineta piena di aria e di sole e di verde” dove il progettista aveva “profuso nella costruzione dell’edificio tutta la sua capacità di tecnico, tutta la sua intelligenza, tutta la sua bontà non badando a sacrifici, non curante del lavoro veramente grandioso”. Sono le 10,30 precise quando la signora Anita taglia il nastro posto sulla porta di ingresso per inaugurare il primo istituto climatico italiano nato dopo l’avvento del fascismo. Tocca poi al vescovo Cazzani, ricevuti i paramenti dal superiore dei Camilliani padre Mario, benedire i locali e consacrare l’altare della cappella. Il dottor Stefano Foletti, nel corso dei discorsi di circostanza tenuti sul piazzale antistante la struttura, riepiloga le fasi che hanno preceduto l’inaugurazione.
Nel 1923 era sorta la “Colonia climatica cremonese” di Zone che per sei anni aveva ospitato i “minorati di guerra”, poi, ricorda Foletti “venuti dunque nella fortunata determinazione di promuovere la costruzione in località più idonea di apposito fabbricato il quale potesse anche in prosieguo di tempo essere eventualmente trasformato in un vero e proprio Sanatorio antitubercolare, a noi sembrò che la cosa ideata su tali basi assumesse carattere provinciale e permanente e non già di solo interesse particolare del Comitato pro tubercolotici di guerra, così che si pensò di affidare al Consorzio provinciale la soluzione dell’importante problema”...
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