“Baconìn”, veloce come il vento

10 OTT 19
Ultimo aggiornamento: 17:01 | 16 MAG 25
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Dopo quella gara nulla sarebbe stato come prima. A cambiare per sempre il circo dei gentlemen driver ci avrebbe pensato una giovane scuderia con un cavallino rampante come simbolo. Enzo Ferrari in quei giorni non era riuscito a pensare ad altro. Una settimana prima aveva visto sfrecciare sulle ali del vento la Sedici cilindri di Alfieri Maserati guidata da “Baconìn” Borzacchini che, nell’anno più nero della sua carriera, aveva colto a Cremona il successo più strepitoso: il record mondiale sui 10 chilometri con partenza lanciata alla folle velocità di 246,069 km/h. Una gara destinata ad entrare nella leggenda dell’automobilismo. Così, quella sera del 5 ottobre 1929 alla cena di gala dell’Automobile Club di Bologna, organizzata per festeggiare Alfieri Maserati, mentre gli altri commensali profetizzavano la fine imminente delle corse su strada, il giovane Enzo, allora concessionario dell’Alfa Romeo, cercava di convincere Alfredo Caniato, commerciante in canapa di Ferrara, e Mario Tadini, specialista nelle gare in salita originario di Bergamo, che era giunto il momento di creare una sua piccola scuderia.
Quel pomeriggio di sabato, 28 settembre, a sfidarsi sul lungo rettilineo di via Mantova, sono in sei, ma agli allori assurgono in quattro: Mario Umberto Baconin Borzacchini su Maserati Tipo V4 4000, Gastone Brilli Peri su Alfa Romeo, Achille Varzi su Alfa Romeo e Tonino Zanetti su Maserati...
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