Mantova, è caccia all'autore

5 SET 19
Ultimo aggiornamento: 16:59 | 16 MAG 25
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<+S FIRMA IN TESTA>dall’inviata Carla Parmigiani<+S CAP6R>C<+S TONDO>ome si convince la bambina che, a stento, si lascia trascinare dalla mamma nei pressi di Piazza delle Erbe quando le senti dire con tanto di broncio “...lo sai mamma che leggere è la cosa che mi piace meno di tutto....”? Possiamo cominciare col dirle che come scritto sulla vetrina di un negozio di abbigliamento nei pressi della Camera di Commercio (che è poi anche la sede della segreteria e della biglietteria del Festival) “libro deriva dal latino “liberi”, “essere liberi”; no... troppo complicato. Possiamo dirle che “leggere è un po’ come viaggiare per chi non può muoversi”... oppure che “i libri lasciano senza fiato e che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle...”(Salinger). Che leggere stimola la fantasia. Ma l’immagine più folgorante è che leggere “fa scattare scintille di felicità” e ce la offre Erri De Luca, scrittore e traduttore dall’ebraico antico, ospite della prima giornata del Festivaletteratura di Mantova che, giunto alla XXIII edizione, prosegue fino a domenica 8 settembre. La città ducale torna a inchinarsi al libro e alla letteratura. Per dare un esempio delle dimensioni del Festival, questi sono i numeri: in 5 giorni 300 autori, di cui 70 stranieri - quest’anno il taglio della manifestazione è nettamente più internazionale - oltre 300 eventi, circa 700 - ci raccontano - i volontari, vestiti di blu e con il pass al collo, impegnati con mansioni diverse ad accogliere i visitatori. Numerosi già dal primo giorno, ma «ancora è niente - spiega la barista -: nel fine settimana è un via vai continuo. Però per raggiungere le destinazioni più lontane ci saranno anche le navette gratuite». In verità molto si concentra nel cuore della città: Piazza Alberti, Piazza delle Erbe, Sordello (che ospita anche la Tenda dei Libri e il mercatino), facilmente raggiungibile anche dalla stazione, con indicazioni precise, ma non mancano gli incontri un po’ più spostati in direzione Palazzo Té, quali Palazzo San Sebastiano e Casa del Mantegna e il Conservatorio Campiani. Impossibile riuscire a seguirli tutti, la scelta è ardua e obbligata allo stesso tempo. Lo sguardo è vigile, un po’ da “caccia all’autore” in questo affascinante slalom tra “pensieri” e “parole”, in cui gli scrittori diventano vere e proprie “star”.
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