Un cremonese all’origine del dialetto messinese

29 AGO 19
Ultimo aggiornamento: 18:5916 MAG 25
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C'è un cremonese all’origine del dialetto messinese, variante della lingua siciliana derivata non tanto dall’italiano, come un qualsiasi dialetto, ma dal latino volgare, e considerata la prima lingua letteraria italiana già ai tempi della Scuola siciliana nella prima metà del Duecento. Questo cremonese si chiamava Accurso e tradusse per la prima volta in dialetto messinese un testo latino molto in voga nel Trecento, i "Factorum et dictorum memorabilium libri IX” di Valerio Massimo. E’ una raccolta di frasi celebri e aneddoti relativi a personaggi famosi proposti come modelli sia positivi sia negativi, scritta intorno al 30 d.C. Non si tratta di un’opera storica, ma di una serie di exempla raccolti in base a temi particolari (mitezza, crudeltà, astuzia ecc…); in ogni sezione vengono rappresentati prima esempi romani e poi esempi relativi ad altri popoli; tuttavia ogni episodio possiede una simile struttura: introduzione, esposizione e riflessione morale finale. L’opera era destinata soprattutto alle scuole di retorica e aveva un chiaro intento celebrativo poiché esaltava sempre la superiorità dei romani rispetto agli altri popoli.
Quest’opera ebbe molta fortuna nel Medioevo: Petrarca e Boccaccio trassero numerosi spunti dagli aneddoti raccontati. Ed anzi è quasi certo che il giovane Boccaccio abbia conosciuto proprio la traduzione fatta dal nostro Accurso. Ma chi era Accurso e come mai si trovava in Sicilia, ma, soprattutto, perchè proprio un cremonese si cimentò nella traduzione di un testo classico latino in volgare messinese?...
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