Addio Walter, malato di teatro

Per una volta tanto desidero ricordare Walter Benzoni, scomparso martedì scorso, in prima persona, perchè per me Walter è stato una figura familiare che ha accompagnato gli anni della mia infanzia e della mia gioventù. Nato il 22 marzo 1929 era quasi gemello di mio padre, nato il 17 aprile e come lui non si era mai allontanato molto dal piccolo mondo di via Aselli, da quel gruppo di case all’ombra del campanile di San Sepolcro, compreso tra il teatro Filodrammatici ed il teatro Monteverdi, dove, per scelta etica, si è svolta la sua attività artistica, rigorosamente in forma “dilettantistica”, ma di una qualità superba che nulla ha mai avuto da invidiare al professionismo. Faceva parte di quel gruppo di giovani che, negli anni dell’immediato dopoguerra, aveva visto nel teatro la possibilità di una rinascita umana e culturale dopo gli anni bui della dittatura fascista. I primi passi nel teatrino di San Michele per lui, sul palcoscenico dei frati Cappuccini di via Brescia per mio papà, Franco, malato anche lui di teatro.
Il primo ad accorgersi delle grandi qualità drammatiche di Walter era stato Gian Biazzi Vergani, scomparso lo scorso aprile: era la sera del 31 marzo 1951 e nel teatrino del Gruppo Artistico Leonardo, allora ubicato nel palazzo dell’arte, faceva il suo esordio la compagnia del nuovo teatro Stabile di Cremona affidata alle cure di Adriano Vercelli, direttore artistico del gruppo milanese “la Giostra”, invitato da alcuni appassionati su segnalazione del direttore del Piccolo Teatro Paolo Grassi. Vercelli aveva deciso di rappresentare “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello presentato in due versioni, una romantica e l’altra surreale...
Il primo ad accorgersi delle grandi qualità drammatiche di Walter era stato Gian Biazzi Vergani, scomparso lo scorso aprile: era la sera del 31 marzo 1951 e nel teatrino del Gruppo Artistico Leonardo, allora ubicato nel palazzo dell’arte, faceva il suo esordio la compagnia del nuovo teatro Stabile di Cremona affidata alle cure di Adriano Vercelli, direttore artistico del gruppo milanese “la Giostra”, invitato da alcuni appassionati su segnalazione del direttore del Piccolo Teatro Paolo Grassi. Vercelli aveva deciso di rappresentare “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello presentato in due versioni, una romantica e l’altra surreale...
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