Rumore cupo e lo schianto orrendo

Settantacinque anni fa, il 10 luglio alle 10,47, trentasei bombardieri B25 Mitchell del 310th BG sganciarono 185 bombe da 500 libbre GP sullo scalo ferroviario della città. L’azione, effettuata da quote comprese tra 9400 e 12100 piedi, ebbe conseguenze catastrofiche per la città. Stando al rapporto americano, tuttavia, fu ottenuta una “eccellente copertura” dell’obiettivo, parecchi vagoni vennero distrutti, altro materiale rotabile fu danneggiato, un sovrappasso stradale venne probabilmente distrutto e furono notate grandi esplosioni ed incendi. Oggi sappiamo che le bombe caddero sulle due direttive: una tra Porta Milano e la Fabbrica Cavalli&Poli, l’altra tra il Naviglio Civico e l’allora Molino Rapuzzi. Durante il raid, Porta Milano fu quasi rasa al suolo, le case tra via Dante e via Palestro vennero dilaniate, le tombe del cimitero martoriate, e risultarono colpiti anche alcuni punti dello stabilimento Cavalli & Poli (dalla parte di via S. Quirico) e via Nazario Sauro. Alla fine il bilancio fu tragico: Gianluigi Boldori nel suo libro “<+S CORSIVO>10 Luglio<+S TONDO>” parla di 119 civili, 13 soldati tedeschi della Wermacht e circa 80 feriti. Tutto questo, fu causato da un’azione che sembra servisse per colpire un convoglio tedesco pieno di armi e munizioni la cui presenza era stata segnalata agli alleati dalla radio clandestina di un professionista residente in Galleria XXV aprile. Se quel convoglio si trovasse davvero sui binari della stazione in quel momento, non è dato di sapere. E’ certo comunque che i bombardieri sbagliarono clamorosamente l’obiettivo.
Nel mirino dei puntatori dei B25 finì anche un campo coltivato adiacente allo scalo delimitato dalla Cremonella e dalla via S. Francesco: fu qui, ricorda Boldori....
Nel mirino dei puntatori dei B25 finì anche un campo coltivato adiacente allo scalo delimitato dalla Cremonella e dalla via S. Francesco: fu qui, ricorda Boldori....