Racconti personali, memorie collettive

“E’ un’impresa difficile. Per me mia madre è priva di storia. C’è sempre stata”. È con questa dolorosa e ingombrante consapevolezza che Annie Ernaux si accinge a scrivere della morte della madre, avvenuta in una struttura che da due anni la ospitava. Quella donna fiera e dalle mani grandi, lei, “la volontà sociale della coppia” che aveva guidato la famiglia con indomita forza per poi smarrirsi - senza mai darsi per vinta - nelle vie senza uscita della demenza senile. Di umilissime origini, aveva realizzato il suo sogno di aprire una bottega e aveva attraversato la guerra, la perdita della figlia maggiore e del marito con un orgoglio fermo e carico di composto dolore. Di fronte alla vecchiaia si era ribellata con tutte le forze, conservando gelosamente le sue prerogative di donna, di madre e di nonna fintanto che le era stato possibile. A pochi giorni di distanza dalla sua scomparsa Annie ne affida il ricordo alla scrittura, plasmando un ritratto che - al pari dell’intera sua opera - ha la straordinaria capacità di trasformare il dato autobiografico in una riflessione di valore universale. Lo sbigottimento dell’autrice dinanzi all’assenza della donna che “come un’ombra larga e bianca” l’aveva accolta e cresciuta, è lo stesso di tutti noi, così come familiari sono i sentimenti che abitano queste pagine intime, esatte e profondamente vere. Lo stile inconfondibile di Ernaux, la sua arte, la memoria e la sua esperienza sono una cosa sola, e sua è la voce che ogni lettore percepisce anche come propria. In questo memoir a cui l’autrice ha lavorato per dieci mesi in una costante tensione tra lucidità e tenerezza, ritroviamo la forza dell’affetto filiale e la dolcezza malinconica del ricordo, la disperazione con cui ci si aggrappa alla speranza (e alla vita tutta) e l’incomprensione attonita dinanzi alla fine. Ciò che resta, sembra dirci Annie, è ora fissato sulla pagina, e la sua letteratura è da considerarsi a tutti gli effetti un atto d’amore nei confronti delle potenzialità della scrittura.
PUBBLICATO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO DEL 22 GIUGNO 2018