A Betlemme, Eusebio da Cremona

Nelle grotte della basilica della Natività di Betlemme, accanto al sacello dove, secondo la tradizione, San Girolamo mise mano alla prima traduzione della Bibbia, vi è il sepolcro di un suo discepolo: Eusebio da Cremona, il primo cristiano cremonese fino ad ora conosciuto. Una lapide incastonata nella pietra recita semplicemente “S. Eusebii ora pro nobis peccatoribus”, ed un’altra iscrizione moderna, ricalcata su una più antica, sottolinea che qui sono sepolti “Hieronymus et Paulianus frater eius, Eusebius Cremonensis, Vincentius presbiter, Lupinianus, Valerianus et plurimi alii”. Una piccola porta posta sul fondo della grotta della Natività immette in un corridoio che porta a un complesso di altre grotte. A queste, comunque, si può accedere direttamente dalla chiesa di Santa Caterina tramite una scala ripida, posta a destra della navata, che vi scende. Gli scavi archeologici, condotti da padre Bellarmino Bagatti, attestano che le grotte venivano già usate dal VI secolo a.C. e, a partire dal I sec. d.C., vennero adibite a tombe per i Cristiani. La prima grotta che si incontra al centro, scendendo dalla ripida scale, è la grotta di San Giuseppe, che ricorda il sonno del Santo riportato nel vangelo di Matteo, quando l’angelo gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e fuggi in Egitto…» (Mt 2,13)....
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