«Tutta la vita tra i libri, la mia strada era segnata»

23 MAG 19
Ultimo aggiornamento: 18:5516 MAG 25
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Ai libri, a questa viscerale passione, ha riservato buona parte della propria esistenza: prima nelle vesti di affidabile venditore (dietro il bancone di una libreria bolognese, per una decina d’anni), in tempi assai più recenti in quelle di apprezzato scrittore. «La mia fortuna è sempre stata quella di essermi relazionato con la pagina scritta pressoché da sempre: assieme alla mia famiglia, a Torino, vivevo in una casa dove i libri occupavano ogni spazio, e dunque posso dire con sicurezza quanto la mia strada fosse segnata», racconta Alberto Schiavone, autore di uno dei romanzi - “<+S CORSIVO>Dolcissima abitudine<+S TONDO>”, pubblicato nel catalogo della casa editrice “Guanda” - che più di altri hanno fatto ben parlare di sé, riunendo in un coro unanime tanto la critica specializzata quanto la vasta platea di lettori. «La mia precedente esperienza lavorativa non ha influito sull’attuale, poiché credo che uno dei “segreti” della buona scrittura sia la capacità di autoanalisi: comprendere, cioè, di non dover essere necessariamente compiacenti nei confronti del pubblico, ma anzi tentare di perseguire un obiettivo secondo una propria “filosofia”, uno stile personale». Un’acuta analisi, quella proposta dallo scrittore nativo di Torino (ospite, il prossimo 30 maggio, nell’ambito della rassegna “Leggere è fico”), che guarda con viva attenzione allo stato di profonda crisi in cui versa il mercato editoriale nazionale, caratterizzato da ben più di un problema....
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