Bugie e segreti fra “quasi amici”

23 MAG 19
Ultimo aggiornamento: 16:55 | 16 MAG 25
Immagine di Bugie e segreti fra “quasi amici”
Furibondo. Un trionfo di furibonda ironia e intelligenza. Servirebbero milioni di aggettivi per descrivere un simile prodigio letterario (e la tentazione di riempire questo spazio di superlativi mirabolanti è forte). Pubblicato nel 1981, questo romanzo irresistibilmente sincero e incalzante racchiude e sublima l’arte di Leonard Michaels. I protagonisti, sette uomini a vario titolo stimati e apprezzati professionalmente, si incontrano nella villa di uno di loro. L’obiettivo? Dare vita a un club in cui lasciar fluire liberamente i pensieri al riparo da mogli, amanti e impicci lavorativi. Il medico, l’avvocato, il professore, lo psichiatra; chi con approccio più scettico, chi con palpabile e trascinante entusiasmo, prendono posto attorno a un tavolaccio di legno (descritto con vigore e superlativa sensualità dall’autore) e si abbandonano alla bellezza liberatoria della parola. Oggetti della conversazione - manco a dirlo - l’universo femminile, le avventure sessuali, gli incontri più pazzeschi, le menti più stimolanti, gli sguardi capaci di inchiodarli alla loro semplicità di animali sociali poco più raffinati di quelli che si ammirano colpevolmente oltre le gabbie di uno zoo. A incorniciare una serata destinata a lasciare un solco profondo nella mente di questi bellissimi antieroi (e del lettore che ne scopre i segreti) un magnifico saggio di voluttà applicata, il cui spunto è offerto dal cibo succulento che i sette divorano ferinamente come in preda a un delirio dei sensi che, nella parte finale del romanzo, richiama il surrealismo straniante della performing art. Il risultato è una summa ricchissima e spudorata della psiche maschile, raccontata con uno stile viscerale e inebriante che non volta le spalle a una componente di tenerissima e decadente malinconia. Dopo il successo strabiliante di Sylvia – capolavoro di profondità psicologica e verità – Michaels si presenta nuovamente al lettore italiano per quello che è: un mago posseduto dal sacro fuoco della letteratura.
PUBBLICATO SUL NUMERO DEL 25 MAGGIO 2018