Anticipazioni profetiche

2 MAG 19
Ultimo aggiornamento: 16:54 | 16 MAG 25
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Erano i tempi del vescovo Enrico Assi (1983 -1992), che proprio volle un “convegno cremonese”, “così presuntuosamente formulato” (recitava la Presentazione di don Adelio Biazzi...): “I laici nella Chiesa: le anticipazioni di don Mazzolari e la teologia conciliare sul laicato”; il Vescovo lo volle fuori dai sacri palazzi (infatti si tenne a Palazzo Cittanova, sabato 6 ottobre 1990), mentre “Il titolo, che a prima vista parrebbe restrittivo... doveva intendersi nella sua estensione più ampia, abbracciando anche la riflessione post-conciliare, fino agli ultimi esiti, così come risultavano dalla meditazione svolta da Giovanni Paolo II nella “Christifideles laici”, che rappresentava l’ultimo autorevole approdo al tema della dignità e della missione dei laici nella Chiesa” (sempre dalla Presentazione).
Qui, è opportuno ricordare che la Esortazione apostolica di Karol Wojtyla era appena uscita nell’anno 1988, quindi era stata letta ed interpretata da pochi e con consensi limitati attorno ai campanili, eppure il vescovo Enrico - di sua iniziativa e coinvolgendo la Chiesa cremonese nel suo complesso - ritenne opportuno, per il futuro di questa stessa Chiesa, porla a fondamento di un “convegno” che ricuperava le “anticipazioni di don Mazzolari”, quando parlare di un prete tanto “scomodo” richiedeva del coraggio, con la pienezza del magistero, rappresentato - in una Diocesi - dal Vescovo.
L’iniziativa, partita dalle Acli Cremonesi, trovò poi l’appoggio di tante aggregazioni laicali della nostra Chiesa: oltre all’Associazione Lavoratori appunto, l’Azione Cattolica, il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, l’Unione Cattolica Insegnanti Medi, l’Associazione Maestri Cattolici, il Centro Italiano Femminile, il Centro Sportivo Italiano, l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, l’Associazione Partigiani Cristiani, la Fondazione “don Primo Mazzolari” e il Centro Culturale della Chiesa Cremonese “Mons. G. Cazzani”...Nessuna realtà ecclesiale - né prima né dopo - conobbe questo coinvolgimento partecipativo, che si impose nei tempi della crisi morale della DC e che voleva raffigurare una Chiesa attenta ai problemi e capace di preparare una generazione di “laici” nuovi, responsabilmente impegnati nelle varie realtà socio-culturali, con una coscienza di Chiesa; non fu un puro caso che la conclusione del Convegno stesso sia stata assegnata a Mons. Assi, che ebbe a dire, con coraggio...
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