Fiume da vivere

Il suo percorso tanto sinuoso, i colori del paesaggio circostante in perfetto equilibrio con l’alternarsi delle stagioni, lo scorrere delle sue acque - ora turbinose, ora immote -, il fruscìo delle foglie degli alberi che crescono accanto alle sue sponde. È qui, immerso in quest’invidiabile atmosfera, che a Roberto Caccialanza - fotografo cremonese tra i più conosciuti, recentemente insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica - piace immergersi pressoché quotidianamente: l’obiettivo è quello di porsi a stretto contatto con i luoghi che ne hanno caratterizzato l’esistenza. Proprio da queste suggestioni («Serbo il ricordo di me che, a quel tempo ragazzino, solcavo le acque del Po alla ricerca di serenità e appagamento in compagnia di mio padre», spiega) trae spunto la sua opera più recente, “La vita sul Po a Cremona dal 1839 al 1959” (realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Cremona, della Società Canottieri “Leonida Bissolati” e dell’Archivio di Stato), in cui Caccialanza - attingendo a un sontuoso, incantevole patrimonio di fotografie - racconta, avvalendosi dei testi a firma di Renzo Risari, la storia del Grande Fiume in un arco temporale significativo, partendo dall’epoca in cui i vigilanti cominciavano a segnalare all’Amministrazione Comunale quanto accadeva a ridosso del corso d’acqua. «Parlare del Po equivale, oggi come in passato, a parlare dell’intera città...
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