Addio a Francesco Bissolotti, "patriarca" della liuteria cremonese

31 GEN 19
Ultimo aggiornamento: 18:4916 MAG 25
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A poco meno di un anno dalla scomparsa di Giobatta Morassi, Cremona perde l’altro grande padre della liuteria classica contemporanea: è morto infatti ieri all’hospice dell’ospedale, dove era ricoverato, Francesco Bissolotti, il “patriarca” della bottega di piazza San Paolo, dove i quattro figli Marco Vinicio, Maurizio, Vincenzo e Tiziano, come è nella migliore tradizione, hanno lavorato e lavorano ormai da anni seguendo i suoi insegnamenti. Bissolotti aveva iniziato come intagliatore ed intarsiatore e solo in un secondo tempo si era avvicinato alla liuteria, diventando anche un ottimo violinista dilettante. Nel 1957 si era iscritto alla Scuola internazionale di liuteria in uno dei momenti più difficili nella vita dell’Istituto, quando gli studenti iscritti ai corsi erano solo cinque. Dopo i primi mesi con il maestro Peter Tatar, il giovane Francesco frequenta le lezioni di Pietro Sgarabotto, con cui inizia a realizzare i primi strumenti che risentono inevitabilmente dello stile forte e deciso del maestro, uno dei quali, realizzato nel 1961, è conservato presso il museo della scuola. Tra gli allievi di quei primi anni vi sono altri due “mostri sacri” della liuteria contemporanea come Renato Scrollavezza e Giobatta Morassi che frequentano le lezioni dei liutai milanesi Giuseppe Ornati e Ferdinando Garimberti. Proprio le prime esperienze professionali spingono Bissolotti ad aprire la sua prima bottega in via Platina, iniziando una profonda collaborazione, durata dieci anni dal 1962 al 1972, con Simone Ferdinando Sacconi approfondendo la tecnica della forma interna. Sacconi prenderà l’abitudine...
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