I cremonesi a modo mio Per non dimenticare

Capita assai spesso, attraversando la città a piedi oppure in bicicletta, di scorgere Graziano Bertoldi intento a osservarne gli scorci più suggestivi, quasi a volere “intridersi” di quell’atmosfera - il più delle volte placida, altre decisamente più frenetica - che è tipica di una realtà di provincia qual è la nostra. Di Cremona, Bertoldi conosce con precisione ogni dettaglio: la sua memoria fotografica sa “cristallizzare” immagini che, in seguito, rappresenteranno il soggetto di una sua opera o entreranno nel suo taccuino degli appunti, traboccante d’idee appena accennate, spunti acuti, riflessioni cariche d’interesse. Di Cremona, Bertoldi conosce soprattutto gli abitanti, attuali o passati che siano: ne indaga i volti, ne esamina la fisionomia e (ancor prima) la psicologia, che gli piace approfondire attraverso una chiacchierata imbastita al tavolo di un bar oppure all’ombra del Battistero o della Cattedrale. Proprio i cremonesi sono al centro del volume (proposto a completamento dell’omonima mostra) “Il tempo segnato dai volti”, una miscellanea di ritratti - fra artisti, sacerdoti e figure più o meno illustri e particolari - che simboleggia una dichiarazione d’amore nei confronti della città del Torrazzo.
«Viviamo un’epoca che guarda al futuro, ma che troppo spesso non conserva memoria del suo passato. Con quest’opera, mi impegno a eternare, attraverso la mia maniera di fare arte...
«Viviamo un’epoca che guarda al futuro, ma che troppo spesso non conserva memoria del suo passato. Con quest’opera, mi impegno a eternare, attraverso la mia maniera di fare arte...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 10 GENNAIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT