L'amore, l'infanzia, il dolore e "quel caffè preso al bar"

Camminando in perfetto equilibrio sopra l’immaginario “filo” che unisce le sue due anime – quella di libraio (a Novara e Vercelli) e quella di scrittore –, Alessandro Barbaglia rappresenta uno dei nomi di maggiore prestigio della sezione autunnale della Fiera del Libro di Cremona: con lui – domani, sabato 3 novembre, presso la Sala Eventi di “SpazioComune” (ore 17.30) – si parlerà di libri, focalizzando nello specifico l’attenzione su “L’Atlante dell’Invisibile” (pubblicato dalla casa editrice “Mondadori”), che tanto bene ha fatto parlare di sé in tema di qualità e di originalità. «La genesi dell’opera è così casuale che vale la pena di raccontarla – sostiene l’autore –. Un giorno, dopo avere bevuto un caffè al bar, ho scritto sopra un tovagliolo di carta un breve elenco di realtà invisibili (tra cui l’ossigeno, l’acqua, l’amore, l’infanzia e il dolore) che caratterizzano la nostra esistenza mantenendoci vivi: questa è l’idea, certamente un poco “stravagante”, da cui il libro prende le mosse». Incalzato dalle domande del critico letterario Claudio Ardigò, Barbaglia non mancherà di offrire la sua opinione circa l’universo editoriale, un tema sempre molto affascinante e insieme dibattuto. «Spesso mi si chiede se in Italia esista una sovrapproduzione di materiale librario...
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