A Crema fiumi di "Inchiostro" nuovo Festival della Letteratura

Cremona e la sua provincia hanno sempre simboleggiato un terreno fertile laddove il seme della cultura – e della letteratura, soprattutto –, se ben coltivato, potesse germogliare e in seguito crescere in maniera rigogliosa. Molte, nel corso degli anni, sono state le rassegne che hanno riservato ampio spazio all’argomento, grazie a carnet di appuntamenti di enorme interesse oltreché a calendari pregni d’incontri e di ospiti illustri. È Crema, in particolare, che oggi si distingue attraverso una proposta culturale di estremo significato, che per ben tre giorni (22, 23 e 24 giugno prossimi) terrà desta l’attenzione dei tanti appassionati in merito a una tematica sempre affascinante com’è l’editoria tout court.
Lorenzo Sartori, lei è il direttore artistico del neonato “Festival Inchiostro”, in programma negli spazi, molto suggestivi, dei chiostri del Centro Culturale Sant’Agostino. Da cosa nasce l’esigenza di allestire una kermesse di questo tipo?
«Prima di tutto è la location a essere significativa, giacché evoca in me ricordi piacevolissimi: anni fa, infatti, qui aveva luogo una fiera – molto frequentata, oltretutto – dedicata ai libri antichi. Riportare proprio i libri all’interno del Centro Culturale Sant’Agostino non fa altro che chiudere un cerchio: si torna indietro nel tempo, scommettendo nuovamente su un appuntamento che, certamente in una maniera differente rispetto al passato, punta sulla letteratura e su quello che ad essa è connesso».
Oltre quaranta autori concentrati in appena tre giorni: non si può certo dire che l’evento non abbia ben più di un motivo d’interesse, anzi.
«Lo scopo è quello di solleticare la curiosità di un pubblico quanto mai vario, che comprenda sia chi alla lettura è da tempo avvezzo sia i cosiddetti “novizi”. Anticipo che non si tratterà di una rassegna come tante se ne vedono in Italia, in cui spesso l’incontro con gli scrittori diventa un’occasione mondana, se non addirittura un evento persino “frivolo”. ....
Lorenzo Sartori, lei è il direttore artistico del neonato “Festival Inchiostro”, in programma negli spazi, molto suggestivi, dei chiostri del Centro Culturale Sant’Agostino. Da cosa nasce l’esigenza di allestire una kermesse di questo tipo?
«Prima di tutto è la location a essere significativa, giacché evoca in me ricordi piacevolissimi: anni fa, infatti, qui aveva luogo una fiera – molto frequentata, oltretutto – dedicata ai libri antichi. Riportare proprio i libri all’interno del Centro Culturale Sant’Agostino non fa altro che chiudere un cerchio: si torna indietro nel tempo, scommettendo nuovamente su un appuntamento che, certamente in una maniera differente rispetto al passato, punta sulla letteratura e su quello che ad essa è connesso».
Oltre quaranta autori concentrati in appena tre giorni: non si può certo dire che l’evento non abbia ben più di un motivo d’interesse, anzi.
«Lo scopo è quello di solleticare la curiosità di un pubblico quanto mai vario, che comprenda sia chi alla lettura è da tempo avvezzo sia i cosiddetti “novizi”. Anticipo che non si tratterà di una rassegna come tante se ne vedono in Italia, in cui spesso l’incontro con gli scrittori diventa un’occasione mondana, se non addirittura un evento persino “frivolo”. ....
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