Ricordi e dolore oltre l'addio

17 MAG 18
Ultimo aggiornamento: 16:39 | 16 MAG 25
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Una vacanza tra le bellezze aride della Sardegna - viaggiando per le coste di un’isola che appare adesso lontanissima -, i profumi del ginepro sardo, le carezze ruvide del Maestrale, la giovinezza e la spensieratezza che quegli anni portano con sé. La quotidianità di una famiglia, la solidarietà di due genitori concentrati nell’educazione dei figli, la ricerca del silenzio e di un proprio spazio tra le mure domestiche, le discussioni e le gioie da condividere. La luce fredda dei corridoi dell’ospedale, la disperazione e la speranza nello sguardo dei pazienti, le diagnosi e le parole centellinate dei medici, la puzza della paura, l’incapacità di arrendersi. Questi i dolorosissimi - ma irrinunciabili - ricordi  di un uomo che si trova a dover fronteggiare una perdita incolmabile, quella della moglie Giovanna De Angelis, il cui volto viene insaziabilmente ricercato tra le stanze dell’ospedale, di casa e tra i corridoi labirintici della propria mente.
Yari Selvetella costruisce un romanzo intimo e struggente, una storia che vuole essere un poetico addio ma non si esaurisce in esso, un racconto il cui intento sembrerebbe l’interiorizzazione della morte ed il superamento della stessa nella vita che continua a scorrere, nei ricordi che determinano chi siamo stati e chi continueremo ad essere, nell’amore che unisce oltre il visibile. Le stanze dell’addio è tutto questo e molto di più, è una riflessione amara sulla vita, sulla sua imprevedibilità e capacità repentina di convertire la felicità in un dolore atroce e insopportabile, ma è anche la forza insperata con la quale un uomo si ritrova a vivere le esperienze più inaccettabili e impensate, è un libro pieno che investe il cuore del lettore suscitando un arcobaleno di emozioni difficili da dimenticare. 
“È una gara di resistenza, vivere?”.
DA MONDO PADANO DEL 19 GENNAIO