Avvistati "Alieni a Crema" Parola di Lorenzo Sartori

Poco importa quale sia il genere con il quale si confronta – crime stories o fantascienza per lui si equivalgono –: ciò che balza all’occhio è la qualità della sua produzione, sempre molto elevata. Camminando in equilibrio sul filo della suspense, attento a strizzare di continuo l’occhio allo stile degli scrittori (siano questi italiani o esteri) più acclamati dai lettori, Lorenzo Sartori – bresciano di nascita, ma cremasco d’adozione – annuncia con comprensibile entusiasmo l’uscita del suo ultimo romanzo («Il sesto, scritto in pochi mesi e nato quasi in maniera casuale»), “Alieni a Crema” (pubblicato dalla casa editrice “Plesio”): la storia – surreale e intrisa d’ironia, degna del più ispirato Niccolò Ammaniti – di una delegazione di extra–terrestri che attira su di sé l’attenzione della stampa all’indomani del proprio sbarco nella placida (e incredula) Crema. «Troppo spesso gli autori italiani, dovendo scrivere un’opera di fantascienza, optavano per un’ambientazione straniera: l’Italia, insomma, non è mai stato un Paese che rappresentasse uno scenario ideale per questo tipo di letteratura – commenta Sartori, ospite dell’edizione 2018 del Salone Internazionale del Libro di Torino.
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