Natale, tradizioni del focolare

22 DIC 17
Ultimo aggiornamento: 18:3316 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di Natale, tradizioni  del focolare
Natale è per eccellenza la festa della famiglia e pertanto, se si eccettuano le funzioni religiose, tutte le tradizioni legate al periodo si riferiscono prevalentemente all’ambito familiare. Solo con l’Epifania l’orizzonte si allarga fino a comprendere anche quell’aspetto pubblico, che diventerà prevalente con la Settimana Santa che precede la Pasqua. Sicuramente questo è legato anche alle particolari condizioni climatiche del periodo, mentre con la bella stagione la festa religiosa assumerà anche un risvolto “sociale”, investendo le strade e le piazze. Per questo motivo sono di ambito strettamente domestico anche le tradizioni che caratterizzano il periodo natalizio.
Una, molto particolare, è riferita da Bruno Rossi in un articolo pubblicato sulla rivista “Cremona” del 1929: “A Cremona, la sera della Vigilia di Natale, si osservava una simpatica usanza, che tramandata di generazione in generazione, nei secoli scorsi, si spense un giorno quando il progresso iniziò la sua corsa precipitosa! Il buon padre cremonese soleva, in tal sera, benedire tutti i suoi figli con l’acqua santa, mentre la madre poneva sul fuoco il ceppo più grosso che si avesse, e i figli più giovani andavano alla porta, cantando orazioni in lode della SS. Natalità «per haver della fugaccia»”.
Il “ceppo”, detto anche “capodono” o “cavedòon” , o anche “dei figlioli piccoli” per distinguerlo da quelli che sarebbero poi stati bruciati nel giorno di San Silvestro, chiamato “dei giovani”, dell’Epifania, o “degli sposi” e per Sant’Antonio, detto “dei vecchi”. Sempre legato al culto di Sant’Antonio, in alcune zone del cremonese la sera del 24 dicembre si procedeva alla benedizione degli animali, che normalmente veniva invece effettuata il 17 gennaio.
[...]
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 28 DICEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT