La scoperta della teriaca tra medicina e magia

30 NOV 17
Ultimo aggiornamento: 18:3216 MAG 25
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Una panacea per tutti i mali, dove scienza e magia insieme davano origine ad un mix che era insieme antidepressivo e ansiolitico, aspirina e viagra, antidolorifico, antibiotico, ricostituente e molto altro ancora. La teriaca o triaca, con le sue oltre settanta erbe e l’indispensabile veleno di vipera, è stata per duemila anni la medicina più preziosa e ricercata, in grado di sbaragliare qualsiasi altro preparato chimico, aldilà di ogni ragionevole dubbio e buonsenso. A contribuire al successo di questo prodotto della farmacopea europea, tale da farne una preparazione ancora ricercata agli inizi del secolo scorso, è stato un medico cremonese della fine del Cinquecento, Orazio Guarguanti, originario di Soncino, che tra il 1595 ed il 1605 scrisse un’Apologia della Teriaca dedicata al vescovo di Lodi e Nunzio Apostolico presso la Serenissima Signoria di Venezia Ludovico Taverna. Guarguanti assicura che la teriaca “mantiene in salute, rende la vita più tranquilla e la prolunga, ringiovanendo tutti i sensi” ed è questo il motivo per cui “i Romani Imperatori avevano come usanza a ogni far di Luna prenderne due scropoli  in un cucchiaio di miele con due bicchieri d’acqua” (lo scrupolo equivale a grammi 1,075).
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