Libero di essere “Il disobbediente”

Più che un pamphlet davvero ben redatto, quello che Andrea Franzoso - fresco autore de “Il disobbediente”, pubblicato lo scorso 12 ottobre dall’editore “Paper First” - ha consegnato alle stampe è un esempio concreto di enorme coraggio e di altrettanta dignità.
È, la sua, la vicenda di un uomo - un quarantenne d’origine veneta con un’esperienza da dipendente nelle Ferrovie Nord di Milano - che, con eroismo, ha scelto di scagliare un sasso dentro le acque stagnanti dell’opportunismo e della reticenza puntando l’indice contro gli sprechi («Spese davvero folli», sottolinea Franzoso) del presidente della sua azienda, Norberto Achille.
Schietto e lucido nell’analisi, l’autore - nelle ultime settimane spesso al centro di interviste giornalistiche e di programmi televisivi - anticipa i temi del doppio incontro di cui sarà protagonista, il prossimo 9 novembre, prima a Cremona (alle 18.15, presso la libreria “Feltrinelli”) e poi a Crema (alle 21, dentro la Sala Ricevimenti di piazza Duomo). Affiora il ritratto di un Paese sì guastato dalla corruzione, ma che può sperare di risollevarsi, a patto che qualcuno sia disposto a uscire dal cono d’ombra rappresentato dall’omertà e dalla connivenza e faccia sentire la sua voce fuori dal coro.
Franzoso, di lei si parla e si scrive pressoché ovunque, in televisione come sul web. Perché “Il disobbediente” ha raggiunto, peraltro in così poco tempo, un interesse tanto vasto?
«Probabilmente perché racconta una storia certo non insolita nel nostro Paese, ma che è stato corretto narrare cosicché il maggior numero di persone la potesse conoscere fino in fondo: quella, cioè, di un presidente d’azienda che utilizzava denaro pubblico per fini personali (abiti firmati, viaggi, articoli per la casa, prodotti di elettronica...)».
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È, la sua, la vicenda di un uomo - un quarantenne d’origine veneta con un’esperienza da dipendente nelle Ferrovie Nord di Milano - che, con eroismo, ha scelto di scagliare un sasso dentro le acque stagnanti dell’opportunismo e della reticenza puntando l’indice contro gli sprechi («Spese davvero folli», sottolinea Franzoso) del presidente della sua azienda, Norberto Achille.
Schietto e lucido nell’analisi, l’autore - nelle ultime settimane spesso al centro di interviste giornalistiche e di programmi televisivi - anticipa i temi del doppio incontro di cui sarà protagonista, il prossimo 9 novembre, prima a Cremona (alle 18.15, presso la libreria “Feltrinelli”) e poi a Crema (alle 21, dentro la Sala Ricevimenti di piazza Duomo). Affiora il ritratto di un Paese sì guastato dalla corruzione, ma che può sperare di risollevarsi, a patto che qualcuno sia disposto a uscire dal cono d’ombra rappresentato dall’omertà e dalla connivenza e faccia sentire la sua voce fuori dal coro.
Franzoso, di lei si parla e si scrive pressoché ovunque, in televisione come sul web. Perché “Il disobbediente” ha raggiunto, peraltro in così poco tempo, un interesse tanto vasto?
«Probabilmente perché racconta una storia certo non insolita nel nostro Paese, ma che è stato corretto narrare cosicché il maggior numero di persone la potesse conoscere fino in fondo: quella, cioè, di un presidente d’azienda che utilizzava denaro pubblico per fini personali (abiti firmati, viaggi, articoli per la casa, prodotti di elettronica...)».
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