Storia di come cadde nel vuoto la proposta di intitolare l'aeroporto al principe dei liutai cremonesi

21 SET 17
Ultimo aggiornamento: 18:2916 MAG 25
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Avrebbe dovuto chiamarsi aeroporto “Antonio Stradivari”, ma è rimasto semplicemente il Migliaro. Quella proposta, formulata agli inizi del 1965, quando la pista era stata ormai realizzata da circa un anno, dopo due anni di lavori, dapprima accolta entusiasticamente, venne poi accantonata insieme al progetto di ampliare la struttura, che in questi giorni compie 55 anni di vita.
Era stato il quotidiano “la Provincia” a lanciare la proposta il 3 aprile del 1965, all’indomani della visita della commissione ministeriale per l’omologazione dell’aeroporto in vista dell’apertura ai voli nazionali e turistici. “Davanti a questa ormai luminosa realtà che schiude prospettive di un dubbio progresso - si legge - non può essere differito un piccolo problema che ha il suo alto valore psicologico. Come tutti gli aeroporti anche quello di Cremona deve avere un nome; e siccome in tutto il mondo si è fatto ricordo ai propri «grandi», perchè noi dovremmo rinunciarvi? Ecco quindi che proponiamo di chiamare il campo di Cremona, Aeroporto Stradivari: e ci sembra in tal modo di riallacciare le glorie del passato alle speranze dell’avvenire”.
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