Enzo di Svevia, il re che Cremona ha dimenticato

13 LUG 17
Ultimo aggiornamento: 18:2716 MAG 25
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Immagine di Enzo di Svevia, il re  che Cremona ha dimenticato
«E’ uomo di singolare valore e coraggio, e guerriero prode, e sollazzevole quando gli piace, compositore di canzoni, e che in guerra sa andare audacemente incontro ai pericoli, è bel uomo di statura mezzana”. Così descrive Salimbene de Adam nella sua “cronica” re Enzo, il figlio bello e sfortunato di Federico II, non senza aggiungere che, a suo avviso, di tutti figli dell’imperatore svevo era “il più valente”. Enzo è noto soprattutto per avere dato il suo nome al palazzo bolognese in cui fu richiuso per ventitrè anni e per la fama che lo circonda di romantico eroe nordico, che, dalle finestre del suo carcere dorato, assiste impotente alla tragedia degli Honenstaufen dopo la morte del padre, alla misteriosa morte di Corrado IV ed a quelle tragiche di Manfredi e Corradino. Poco conosciuto, invece, è il rapporto particolare che per tutta la vita lo legò alla sua città natale, Cremona che oggi non riserva alcun ricordo all’unico re che vi abbia risieduto stabilmente e ne abbia fatto la sua corte ed il suo rifugio.
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