I profughi ebrei internati a Cremona da Germania e Istria

1 GIU 17
Ultimo aggiornamento: 18:25 | 16 MAG 25
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Ci fu un momento, settantacinque anni fa in piena guerra mondiale, in cui l’accoglienza non venne meno anche nei confronti di quelli che il nazismo identificata come i nemici per eccellenza: gli ebrei. Anche dopo l’approvazione delle leggi razziali nel 1938 e nonostante i rapporti sempre più stretti intrattenuti da Farinacci con i gerarchi tedeschi in quegli anni, Cremona non voltò le spalle ai profughi ebrei in fuga dalla Germania e dalla Jugoslavia. Quello che raccontiamo è un episodio sconosciuto, che non ha mai trovato spazio nella storiografia cremonese, ma che risalta nella drammatica veridicità dei documenti ufficiali nelle pagine curate da Anna Pizzuti sugli “Ebrei stranieri internati durante il periodo bellico” per il sito campifascisti.it a corredo di un eccezionale database che contiene, oltre ai dati anagrafici degli internati, informazioni sull’ultimo luogo di internamento documentato, sugli eventuali spostamenti avvenuti in precedenza, ma anche le notizie, quando è stato possibile reperirle, su quello che accadde loro dopo l’8 settembre del 1943. I documenti originali riguardanti Cremona, provenienti dal Ministero dell’Interno, sono conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato a Roma.
Sono una decina i nomi degli ebrei rintracciati in due “campi di internamento libero” a Cremona e a Gussola.
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