Manin, l’annuario del pensiero classico

N<+S TONDO>ei giorni scorsi nell’aula magna del Liceo-ginnasio “Daniele Manin”, è stata presentata “La Scuola Classica di Cremona. Annuario 2016”, un ricco volume di 390 pagine edito a cura dell’associazione ex alunni del Liceo con la redazione e il coordinamento di Renata Patria ed Emanuela Zanesi e il sostegno di Cassa Padana. Ne è stato fatto dono ai soci dell’associazione in regola con la quota sociale; il volume sarà d’ora in poi reperibile presso la Libreria del Convegno.
Oltre alle due redattici che hanno dettagliatamente illustrato i vari contributi, erano presenti la dirigente scolastica del “Manin” Mirelva Mondini e il presidente della Commissione Cultura del Comune, Luca Burgazzi.
Questo è il ventiquattresimo numero della rivista, che recentemente ha ottenuto l’ISSN (codice di riconoscimento internazionale). Si perpetua così una pubblicazione nata nel secolo scorso (1922-23), continuata senza interruzioni fino al 1928-29, ripresa, dopo un anno di silenzio, dal 1931-32 fino al 1933-34, anno in cui sembrò terminare la sua esistenza. In realtà la rivista non era morta: circa sessant’anni dopo, nel 1993, l’associazione degli ex alunni del “Manin”, costituitasi due anni prima, le diede nuova vita, con la dichiarata intenzione di stabilire una consequenzialità per così dire ideale con la pubblicazione originaria, richiamata dal mantenimento dell’intitolazione e dalla ripresa del logo.
L’annuario si proponeva come un possibile punto d’incontro della grande famiglia degli allievi del “Manin”, che, pur nelle logiche individuali differenze, si riconoscevano nel comune denominatore - culturale e morale - trasmesso loro dall’antica scuola di via Boldori. La pubblicazione assunse nel tempo un assetto più variegato e più ricco fino a consolidarsi nell’attuale struttura.
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Oltre alle due redattici che hanno dettagliatamente illustrato i vari contributi, erano presenti la dirigente scolastica del “Manin” Mirelva Mondini e il presidente della Commissione Cultura del Comune, Luca Burgazzi.
Questo è il ventiquattresimo numero della rivista, che recentemente ha ottenuto l’ISSN (codice di riconoscimento internazionale). Si perpetua così una pubblicazione nata nel secolo scorso (1922-23), continuata senza interruzioni fino al 1928-29, ripresa, dopo un anno di silenzio, dal 1931-32 fino al 1933-34, anno in cui sembrò terminare la sua esistenza. In realtà la rivista non era morta: circa sessant’anni dopo, nel 1993, l’associazione degli ex alunni del “Manin”, costituitasi due anni prima, le diede nuova vita, con la dichiarata intenzione di stabilire una consequenzialità per così dire ideale con la pubblicazione originaria, richiamata dal mantenimento dell’intitolazione e dalla ripresa del logo.
L’annuario si proponeva come un possibile punto d’incontro della grande famiglia degli allievi del “Manin”, che, pur nelle logiche individuali differenze, si riconoscevano nel comune denominatore - culturale e morale - trasmesso loro dall’antica scuola di via Boldori. La pubblicazione assunse nel tempo un assetto più variegato e più ricco fino a consolidarsi nell’attuale struttura.
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