Angelo Barnabò un medico fra i Cacciatori delle Alpi

Un medico castelleonese al seguito del generale Giuseppe Garibaldi. La figura di Angelo Barnabò, dottore in medicina a 24 anni con laurea conseguita all’Università di Pavia nell’aprile del 1858, volontario nei Cacciatori delle Alpi durante la campagna per l’Indipendenza dell’Italia nel 1859 e successivamente ufficiale medico del Regio Esercito, in servizio sino all’agosto del 1891, è forse a torto una delle figure castelleonesi del Risorgimento meno celebrate.
Basti pensare, ad esempio, che il suo nome non compare fra i decorati della Campagna del ’59; invece, in veste di medico, partecipò non solo ai primi grandi avvenimenti bellici che portarono all’ Unità d’Italia ma fu presente sia alla Seconda sia alla Terza Guerra d’Indipendenza.
Gli elementi per tracciare una biografia completa di Barnabò non mancano, a cominciare dal periodo del suo arruolamento volontario nell’esercito garibaldino che costrinse, con l’ausilio delle truppe franco-piemontesi, gli austriaci alla ritirata nel ’59, per proseguire poi con le tappe di una carriera medico-militare che l’hanno portato a dirigere l’ospedale di Livorno e a veder riconosciuto il proprio impegno in ambito professionale con una medaglia di bronzo al valore; medaglia guadagnata sul campo grazie alla febbrile attività svolta al servizio della comunità castelleonese durante l’epidemia di colera scoppiata nel 1867.
Preziosi documenti che lo riguardano sono conservati nell’archivio privato della famiglia Barnabò….
Basti pensare, ad esempio, che il suo nome non compare fra i decorati della Campagna del ’59; invece, in veste di medico, partecipò non solo ai primi grandi avvenimenti bellici che portarono all’ Unità d’Italia ma fu presente sia alla Seconda sia alla Terza Guerra d’Indipendenza.
Gli elementi per tracciare una biografia completa di Barnabò non mancano, a cominciare dal periodo del suo arruolamento volontario nell’esercito garibaldino che costrinse, con l’ausilio delle truppe franco-piemontesi, gli austriaci alla ritirata nel ’59, per proseguire poi con le tappe di una carriera medico-militare che l’hanno portato a dirigere l’ospedale di Livorno e a veder riconosciuto il proprio impegno in ambito professionale con una medaglia di bronzo al valore; medaglia guadagnata sul campo grazie alla febbrile attività svolta al servizio della comunità castelleonese durante l’epidemia di colera scoppiata nel 1867.
Preziosi documenti che lo riguardano sono conservati nell’archivio privato della famiglia Barnabò….
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