La vera Armaguerra, fabbrica senza mito

9 MAG 14
Ultimo aggiornamento: 17:0316 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di La vera Armaguerra, fabbrica senza mito
«Il mio libro si chiama ‘La fabbrica nella nebbia. L’Armaguerra tra storia e mito’»(ed. Anpi). Così racconta Ennio Serventi, che spiega: “il riferimento alla nebbia ha un doppio significato: un significato reale (la nebbia padana) e un significato metaforico. Infatti, a Cremona c’è questo mito, il lascito di una fabbrica fiorente, che fiorente non è mai stata.
Consultando le carte, risulta chiaro che questo ricordo di efficienza e di positività che l’Armaguerra ha lasciato in città non c’è mai stato.”
La conversazione è interrotta da un’altra telefonata: è una signora di 93 anni che ha rintracciato il numero di Serventi. Anche lei ha lavorato all’Armaguerra e anche lei vuole ringraziare l’autore, che un po’ si commuove. Il libro ha lasciato un segno.
L’Armaguerra era una fabbrica cremonese che secondo Serventi “in realtà è stata poco efficiente. L’imprenditore Ettore Nastruzio e l’ingegner Gino Revelli vincono un concorso bandito dallo Stato, che vuole dotare la fanteria di un fucile semiautomatico che sostituisca il vecchio fucile 1891, ormai superato.
Nasce così questa fabbrica...
PUOI LEGGERE IL SERVIZIO INTEGRALE SU MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI' 15 MAGGIO OPPURE ABBONANDOTI A WWW.MONDOPADANO.IT