Civiltà Lombarda a Crema nove studiosi per un libro presentato in biblioteca

Giovedì 7 Novembre alle ore 20,45 presso la Biblioteca di Crema a Palazzo Benzoni, in via Civerchi 9, sarà presentato il volume “Geostoria della Civiltà Lombarda. Dall’Antichità al Medioevo”, a cura di Andrea Rognoni. La poetessa Clelia Letterini leggerà alcune pagine in lingua locale , tratte dal suo libro “Cumè 'na pastòcia la Stòria da Crèma".
La “geostoria” della regione più ricca e produttiva del Nord Italia è il racconto di come, dalle origini ad oggi, chi ha abitato queste terre si è rapportato col proprio territorio, lo ha reso più fertile, lo ha vissuto come fonte di vita, cibo ed energia, lo ha plasmato col tempo, arrivando a creare una realtà antropica unica ed inimitabile. Questo volume analizza la storia del territorio lombardo fino al Basso Medioevo - più in particolare fino a tutta l’epopea comunale e proto signorile - attraversando le epoche che hanno visto i mutamenti maggiori: dall’arrivo dei Celti, a metà circa del I Millennio a.C., alla colonizzazione romana; dalla vicenda gotica, longobarda e franca - non priva di notevoli influssi sul territorio - all’insediarsi definitivo delle strutture ecclesiastiche e delle istituzioni comunali.
Il volume raccoglie gli interventi di nove studiosi (Valerio Ferrari, Mario Mascetti, Gabriele Medolago, Enrico Mirani, Valeriana Maspero, Andrea Rognoni, Marta Saporiti, Marco Tamborini, Michela Zucca), ciascuno dei quali ha trattato, sulla base di precedenti indagini e ricerche, gli aspetti evolutivi caratterizzanti specifiche aree della regione, permettendo al lettore di comprendere le diverse declinazioni della civiltà lombarda rispetto al proprio ambiente, dalla prealpe occidentale alla montagna valtellinese, dalla Bassa Lombarda all’Oltrepò, fino al complesso panorama che caratterizza la Lombardia orientale di Bergamo e Brescia. Di ogni contesto subregionale si relaziona sul modo con cui l’ambito territoriale è cresciuto col tempo, dando luogo a soluzioni specifiche nel rapporto tra società, istituzioni, eventi, scelte economiche e demografiche da una parte e dimensione fisico-spaziale dall’altra. Lo sviluppo infine di una città come Milano, già grande ai tempi del suo ruolo di capitale dell’Impero romano, ha condizionato una gestione territoriale dell’urbe e del suo contado, nonché di una gran parte della Lombardia occidentale o Insubria, niente affatto omologa a quella tipica del resto della Lombardia.
La “geostoria” della regione più ricca e produttiva del Nord Italia è il racconto di come, dalle origini ad oggi, chi ha abitato queste terre si è rapportato col proprio territorio, lo ha reso più fertile, lo ha vissuto come fonte di vita, cibo ed energia, lo ha plasmato col tempo, arrivando a creare una realtà antropica unica ed inimitabile. Questo volume analizza la storia del territorio lombardo fino al Basso Medioevo - più in particolare fino a tutta l’epopea comunale e proto signorile - attraversando le epoche che hanno visto i mutamenti maggiori: dall’arrivo dei Celti, a metà circa del I Millennio a.C., alla colonizzazione romana; dalla vicenda gotica, longobarda e franca - non priva di notevoli influssi sul territorio - all’insediarsi definitivo delle strutture ecclesiastiche e delle istituzioni comunali.
Il volume raccoglie gli interventi di nove studiosi (Valerio Ferrari, Mario Mascetti, Gabriele Medolago, Enrico Mirani, Valeriana Maspero, Andrea Rognoni, Marta Saporiti, Marco Tamborini, Michela Zucca), ciascuno dei quali ha trattato, sulla base di precedenti indagini e ricerche, gli aspetti evolutivi caratterizzanti specifiche aree della regione, permettendo al lettore di comprendere le diverse declinazioni della civiltà lombarda rispetto al proprio ambiente, dalla prealpe occidentale alla montagna valtellinese, dalla Bassa Lombarda all’Oltrepò, fino al complesso panorama che caratterizza la Lombardia orientale di Bergamo e Brescia. Di ogni contesto subregionale si relaziona sul modo con cui l’ambito territoriale è cresciuto col tempo, dando luogo a soluzioni specifiche nel rapporto tra società, istituzioni, eventi, scelte economiche e demografiche da una parte e dimensione fisico-spaziale dall’altra. Lo sviluppo infine di una città come Milano, già grande ai tempi del suo ruolo di capitale dell’Impero romano, ha condizionato una gestione territoriale dell’urbe e del suo contado, nonché di una gran parte della Lombardia occidentale o Insubria, niente affatto omologa a quella tipica del resto della Lombardia.