Le otto T di Beppe Severgnini per costruire il futuro dell'Italia

4 SET 13
Ultimo aggiornamento: 16:2516 MAG 25
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Mondo Padano ha incontrato il giornalista e scrittore cremasco Beppe Severgnini (ospite in questi giorni del Festivaletteratura di Mantova) per un'intervista a tutto campo sul mondo dei libri, sui giovani d'oggi e sulle potenzialità di sviluppo culturale del nostro territorio.
Parliamo del suo ultimo libro “Italiani di domani, otto porte sul futuro”. Oggi quale via d’uscita hanno i giovani, che non sia l’estero?
Non sono al Governo, sono un giornalista e uno scrittore, ma grazie al lavoro di tanti anni qualcuno che ha un po’ di fiducia in me c’è. In attesa delle grandi riforme pubbliche propongo alcune micro-rivoluzioni private in otto “T”: talento, tenacia, tempismo, tolleranza, un totem di regole, tenerezza, terra e testa.
Terra, quindi radici.
Certamente. Ricordo un bel proverbio, che spesso rivolgo ai ragazzi: “alla vostra generazione dobbiamo dare radici e ali”.
Come cremasco, cosa porta con sé nei testi e nella vita?
Vedi? - indica fuori dalla finestra in fondo allo studio - Quello è il Duomo, è casa mia. Sono i luoghi dove passa la nostra vita. Spero di portare un po’ di buon senso, che ogni tanto manca nel giornalismo e in televisione. Credo che la provincia, quella buona, conservi un certo realismo, che non è cinismo. Significa essere consapevoli che le carriere vanno e vengono, che bisogna comportarsi seriamente, che le cose vanno giudicate sul lungo periodo.
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