"Fonzie" ospite cremasco per un giorno Henry Winkler si racconta in un libro che parla di dislessia, coraggio e fiducia

"Fonzie" a Crema per un giorno. Tantissimi i fan presenti, emozionati all’idea di incontrare Henry Winkler e magari sentir pronunciare quell’ “Heey!” che ha fatto la storia e la fortuna dell’attore americano.
Il ciuffo corvino ora è argentato, il giubbotto di pelle nera è diventato una giacca blu dal taglio classico, con una dalia bianca all’occhiello. Lo smalto, quello è rimasto lo stesso. Lo si capisce appena prende in mano il microfono e cattura l’attenzione del pubblico, frasi scandite in inglese, subito tradotte, senza perdere efficacia e tempi comici. Alle risate dei bambini si uniscono quelle degli adulti, affezionati al mitico personaggio della serie tv, un “Fonzie” che trapela dal sorriso scanzonato e dallo sguardo vivo, divertito, inconfondibile. Tra le mani tiene il primo libro della collana scritta per parare di dislessia ai ragazzi di oggi, edito da Uovonero, casa editrice che lo accompagnerà nel tour di presentazione italiano.
“Hank Zipzer e le cascate del Niagara” narra le avventure di un ragazzo dislessico, alter ego di Harry, che con ironia e determinazione supera le difficoltà del disturbo vissuto dallo stesso attore. Fantasia e autoironia danno vita a gag tragicomiche, in cui Hank riesce a superare gli ostacoli grazie alle proprie doti personali, in modo eccentrico ma geniale. Tra le pagine spiccano capitoli di poche righe che suonano come una parodia ai grandi romanzi, spazi vuoti che parlano della possibilità di esprimersi in modo differente, personale.
Alla base di tutto c’è l’esortazione a credere in se stessi: “Dove c’è la volontà c’è una via – afferma rivolto ai ragazzi riuniti nella sede Anffas di via Gaeta - Non importa ciò in cui sei bravo, ognuno ha qualcosa di grandioso dentro sé, un talento da scoprire e realizzare; qualunque cosa spìappiate fare, il mondo ne avrà bisogno”.
Una filosofia di vita che ricalca il “self-made man” americano, ma lontana dall’ottimismo patinato delle serie tv. Winkler racconta la propria storia di bambino, quando la dislessia non era ancora riconosciuta e le difficoltà di apprendimento erano considerate come incapacità e mancanza di impegno. Un ostacolo difficile, superato solo grazie alla voglia di inseguire il proprio sogno di sempre: “A sette anni ho deciso che avrei fatto l’attore. Ho tenuto questo obiettivo in mente ogni giorno, e sono qui oggi a parlarne”.
Quando il successo della serie tv Happy Days lo travolge, “Fonzie” diventa l’idolo delle giovani generazioni anni Settanta. La sorte s’inverte, e l’odiata dislessia diventa il gradino che permette ad Henry di superare se stesso, senza dimenticare l’umiltà. “Non sono speciale né migliore rispetto ad ognuno di voi, ma ho capito cosa volevo fare, e ci ho creduto. Forse sono più bello!” Ama scherzare, soprattutto con i più piccoli, cui dedica un messaggio di congedo: “Where there’s a will there’s a way”, dove c’è volontà c’è possibilità.
Il ciuffo corvino ora è argentato, il giubbotto di pelle nera è diventato una giacca blu dal taglio classico, con una dalia bianca all’occhiello. Lo smalto, quello è rimasto lo stesso. Lo si capisce appena prende in mano il microfono e cattura l’attenzione del pubblico, frasi scandite in inglese, subito tradotte, senza perdere efficacia e tempi comici. Alle risate dei bambini si uniscono quelle degli adulti, affezionati al mitico personaggio della serie tv, un “Fonzie” che trapela dal sorriso scanzonato e dallo sguardo vivo, divertito, inconfondibile. Tra le mani tiene il primo libro della collana scritta per parare di dislessia ai ragazzi di oggi, edito da Uovonero, casa editrice che lo accompagnerà nel tour di presentazione italiano.
“Hank Zipzer e le cascate del Niagara” narra le avventure di un ragazzo dislessico, alter ego di Harry, che con ironia e determinazione supera le difficoltà del disturbo vissuto dallo stesso attore. Fantasia e autoironia danno vita a gag tragicomiche, in cui Hank riesce a superare gli ostacoli grazie alle proprie doti personali, in modo eccentrico ma geniale. Tra le pagine spiccano capitoli di poche righe che suonano come una parodia ai grandi romanzi, spazi vuoti che parlano della possibilità di esprimersi in modo differente, personale.
Alla base di tutto c’è l’esortazione a credere in se stessi: “Dove c’è la volontà c’è una via – afferma rivolto ai ragazzi riuniti nella sede Anffas di via Gaeta - Non importa ciò in cui sei bravo, ognuno ha qualcosa di grandioso dentro sé, un talento da scoprire e realizzare; qualunque cosa spìappiate fare, il mondo ne avrà bisogno”.
Una filosofia di vita che ricalca il “self-made man” americano, ma lontana dall’ottimismo patinato delle serie tv. Winkler racconta la propria storia di bambino, quando la dislessia non era ancora riconosciuta e le difficoltà di apprendimento erano considerate come incapacità e mancanza di impegno. Un ostacolo difficile, superato solo grazie alla voglia di inseguire il proprio sogno di sempre: “A sette anni ho deciso che avrei fatto l’attore. Ho tenuto questo obiettivo in mente ogni giorno, e sono qui oggi a parlarne”.
Quando il successo della serie tv Happy Days lo travolge, “Fonzie” diventa l’idolo delle giovani generazioni anni Settanta. La sorte s’inverte, e l’odiata dislessia diventa il gradino che permette ad Henry di superare se stesso, senza dimenticare l’umiltà. “Non sono speciale né migliore rispetto ad ognuno di voi, ma ho capito cosa volevo fare, e ci ho creduto. Forse sono più bello!” Ama scherzare, soprattutto con i più piccoli, cui dedica un messaggio di congedo: “Where there’s a will there’s a way”, dove c’è volontà c’è possibilità.