Terzo volume di "Opere" per ricordare Testori 2.500 pagine dedicate al poliedrico scrittore in occasione del ventennale della morte

In occasione del ventennale della morte di Giovanni Testori, la casa editrice Bompiani pubblica il terzo volume delle “Opere (1977 – 1993)”, a cura di Fulvio Panzeri.
Testori è uno degli scrittori che hanno segnato la storia della letteratura del Secondo Novecento, non solo italiano, ma anche europeo. Lo dimostra il complesso della sua opera che è stata ricomposta nel suo incandescente insieme; prova della grandezza della scrittura testoriana è questo terzo volume, che si compone di quasi 2.500 pagine in grado di ricostruire tutto il percorso della ricerca letteraria dello scrittore, in relazione anche a quella teatrale e pittorica, in più di un decennio, a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Periodo cruciale per l’attività di Testori, per le sue scelte etico-morali, per quella sua inusuale e fortemente provocatoria fedeltà alla certezza che «Cristo è Dio che ha fatto irruzione nel fallimento», per quella sua totale radicalità nel porsi 'corpo a corpo' con la realtà. In questo volume accanto alla ricostruzione delle tre trilogie che segnano il percorso, “La Seconda Trilogia”, quella degli oratori sacri di “Conversazione con la morte”, “Interrogatorio a Maria” e “Factum est”; e le due scritte per l’attore Franco Branciaroli, “La Branciatrilogia prima”, composta da “Confiteor”, “In exitu” e “Verbò” ; e “La Branciatrilogia seconda”, che comprende “Sfaust”, “SdisOrè” e “Regredior”, troviamo il corpus poetico completo di questi anni, comprese le poesie scritte per cataloghi d’arte o edizioni di pregio, in tiratura limitata, nonché i poemetti inediti di “In ringraziamento”. E poi altri testi teatrali di rilievo come “I Promessi sposi alla prova” o romanzi quali “Gli angeli dello sterminio”, nonché la “Traduzione della Prima lettera ai Corinti”. Si chiude con uno dei capolavori di Testori i “Tre Lai” e riserva numerose sorprese soprattutto per gli scritti rari che vengono proposti come ad esempio nella sezione “Città”, che comprende scritti di varia natura sul suo rapporto con Milano e per quelli inediti, dal “Verbò”, rappresentato a teatro, ma mai pubblicato fino a “Regredior”, una rivisitazione delle situazioni linguistiche e tematiche, già sperimentate con un altro capolavoro “In exitu”, questa volta con protagonista un barbone, disteso contro una lastra di marmo del Duomo e la sua discesa agli inferi, in una città sempre più violenta e irredenta. Una ricca sezione di “Note ai testi” di Fulvio Panzeri ricostruisce la storia e l’accoglienza critica di ciascuna opera, anche avvalendosi della consultazione preziosa dei manoscritti e dei dattiloscritti del Fondo Testori, presso la Fondazione Mondadori. Testori emerge come un grande scrittore che guarda alle istanze europee, che per la sua totale e sempre nuova sperimentazione del linguaggio e dei linguaggi, si pone sulla linea dei 'grandi' del Novecento, da Beckett a Céline, da Gadda a Bernhard.
Testori è uno degli scrittori che hanno segnato la storia della letteratura del Secondo Novecento, non solo italiano, ma anche europeo. Lo dimostra il complesso della sua opera che è stata ricomposta nel suo incandescente insieme; prova della grandezza della scrittura testoriana è questo terzo volume, che si compone di quasi 2.500 pagine in grado di ricostruire tutto il percorso della ricerca letteraria dello scrittore, in relazione anche a quella teatrale e pittorica, in più di un decennio, a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Periodo cruciale per l’attività di Testori, per le sue scelte etico-morali, per quella sua inusuale e fortemente provocatoria fedeltà alla certezza che «Cristo è Dio che ha fatto irruzione nel fallimento», per quella sua totale radicalità nel porsi 'corpo a corpo' con la realtà. In questo volume accanto alla ricostruzione delle tre trilogie che segnano il percorso, “La Seconda Trilogia”, quella degli oratori sacri di “Conversazione con la morte”, “Interrogatorio a Maria” e “Factum est”; e le due scritte per l’attore Franco Branciaroli, “La Branciatrilogia prima”, composta da “Confiteor”, “In exitu” e “Verbò” ; e “La Branciatrilogia seconda”, che comprende “Sfaust”, “SdisOrè” e “Regredior”, troviamo il corpus poetico completo di questi anni, comprese le poesie scritte per cataloghi d’arte o edizioni di pregio, in tiratura limitata, nonché i poemetti inediti di “In ringraziamento”. E poi altri testi teatrali di rilievo come “I Promessi sposi alla prova” o romanzi quali “Gli angeli dello sterminio”, nonché la “Traduzione della Prima lettera ai Corinti”. Si chiude con uno dei capolavori di Testori i “Tre Lai” e riserva numerose sorprese soprattutto per gli scritti rari che vengono proposti come ad esempio nella sezione “Città”, che comprende scritti di varia natura sul suo rapporto con Milano e per quelli inediti, dal “Verbò”, rappresentato a teatro, ma mai pubblicato fino a “Regredior”, una rivisitazione delle situazioni linguistiche e tematiche, già sperimentate con un altro capolavoro “In exitu”, questa volta con protagonista un barbone, disteso contro una lastra di marmo del Duomo e la sua discesa agli inferi, in una città sempre più violenta e irredenta. Una ricca sezione di “Note ai testi” di Fulvio Panzeri ricostruisce la storia e l’accoglienza critica di ciascuna opera, anche avvalendosi della consultazione preziosa dei manoscritti e dei dattiloscritti del Fondo Testori, presso la Fondazione Mondadori. Testori emerge come un grande scrittore che guarda alle istanze europee, che per la sua totale e sempre nuova sperimentazione del linguaggio e dei linguaggi, si pone sulla linea dei 'grandi' del Novecento, da Beckett a Céline, da Gadda a Bernhard.