L’amore più grande lascia "senza parole” Zhang Jie racconta un secolo di Cina attraverso storia e passioni di una scrittrice

9 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 15:3916 MAG 25
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Non una semplice storia d'amore, ma il racconto di una generazione di donne che hanno attraversato la storia della Cina del secolo scorso. C'è questo e molto altro nel romanzo Senza parole della scrittrice cinese Zhang Jie, candidata al premio Nobel della Letteratura e vincitrice di innumerevoli premi.
C’è la storia d’amore della famosa scrittrice Wu Wei per Hu Bingchen, destinata a terminare per il desiderio dell'uomo di tornare con la prima moglie Bai Fan. E allora parte la storia a ritroso, che spiega il legame fortissimo tra Wu Wei e la madre Ye Lianzi e ancora più indietro con la nonna.
La storia di queste tre generazioni di donne ca dunque a ricoprire un secolo di storia della Cina; le vicissitudini personali si accompagnano all’evoluzione dell’intero Paese, passato da un regime feudale al moderno capitalismo attraversando lotte interne tra Nazionalisti e Comunisti, una guerra contro il Giappone invasore, la Rivoluzione Culturale e il governo del Grande Timoniere. Uomini e donne spesso spinti dal caso e da eventi esterni, si ritrovano a scegliere schieramenti politici e compagni di vita sulla scia dell'emotività del momento. Ma gli eventi sono destinati a capovolgersi, le storie a cambiare, le famiglie a sciogliersi.
“L’amore più grande lascia senza parole”: è da questa citazione del testo cinese Daodejing, il Classico della Via e della Virtù, che deriva il titolo del romanzo di Zhang Jie. Così è la storia di Wu Wei e dell'intera Cina. Lascia muti di fronte alla complessità e alla sofferenza, attraverso cicatrici mai rimarginate da una generazione all'altra.