La lunga attesa dell'angelo, un intreccio di arte e vita nella Venezia del Cinquecento

8 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 15:3916 MAG 25
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Immagine di La lunga attesa dell'angelo, un intreccio di arte e vita nella Venezia del Cinquecento
Arte e vita strettamente intrecciate. E sullo sfondo la Venezia del Cinquecento. La scrittrice Melania Mazzucco intinge la penna nella storia della pittura, per ripercorrere le orme di Tintoretto e gli ultimi giorni della sua vita.
Il romanzo La lunga attesa dell'angelo (Rizzoli) è articolato sul ritmo dei pensieri di Tintoretto morente che, negli ultimi giorni di vita, colto da una febbre inguaribile, ricostruisce la sua esistenza. I racconti del passato, che si intrecciano alla vita presente, contribuiscono a tessere una grande tela in cui si alternano personaggi talvolta in chiaroscuro. In primo piano, l’amore nella sua forza creativa, ovvero il legame indissolubile per la figlia Marietta – non a caso chiamata dal Tintoretto 'scintilla' -, la creazione artistica nel suo potere talvolta devastante, i rapporti familiari nella loro deflagrante violenza.
Tintoretto, che nel libro viene chiamato Jacomo, è un uomo vulcanico e anticonformista, dotato di grande vitalità, che ha saputo imporsi nel complesso scenario artistico veneziano. Ma è il rapporto tra padre e figlia il fulcro della narrazione, che nel tempo si modifica e si trasforma toccando varie sfaccettature - dall’amore sviscerale all’odio, dalla dipendenza al fastidio -, viziato da una sensualità talvolta morbosa. Il tempo è quasi sospeso sull’acqua, l’elemento principe dell’opera, sia per la centralità di Venezia sia per il suo significato simbolico, quale elemento che spegne il fuoco di un legame destinato a spezzarsi per sempre.