Pier Paolo Pasolini sospeso tra arte, letteratura e cinema

Non esiste nessuno che sappia reggerne il confronto, quanto meno oggigiorno. Assai pochi - in un’accurata disamina dell’epoca umana più recente, almeno - sono quelli che possano essere a lui paragonabili: sia per la sua innegabile (per quanto contraddittoria, talvolta) statura intellettuale sia per la sua capacità d’essere in anticipo sui tempi. È a una figura di elevato spessore, abile a rendere l’eterogeneità (fu scrittore, regista cinematografico, poeta e scrittore di vasta popolarità) uno dei suoi elementi distintivi, come Pier Paolo Pasolini che Alessandro Zontini e Mauro Carrera - con il patrocinio del Comune di Cremona - hanno scelto di rendere omaggio curando l’ambizioso progetto (organizzato dalla “Società Filodrammatica Cremonese”) dal titolo “Pier Paolo Pasolini. Moderno, Antimoderno, Classico”: da domani - sabato 17 dicembre (ore 18) - fino al prossimo 18 febbraio, la Sala Alabardieri di Palazzo Comunale offrirà ospitalità a una sontuosa esposizione mirata - così indicano le note introduttive all’evento - «a evidenziare la piena apertura del regista-poeta al dialogo fra la letteratura, il cinema e le arti figurative». Un’iniziativa di straordinaria complessità, voluta proprio nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini - venuto alla luce nel 1922, dunque coevo di non pochi elementi di spicco della scena artistica italiana: Ugo Tognazzi, per esempio, che il regista bolognese diresse nel controverso film “Porcile” ...
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