«Quei dettagli trascurati»

Il regista Gianpaolo Saccomanno insieme con alcuni esperti disserterà sugli aspetti più misteriosi del “Mostro di Firenze”. La conferenza pubblica è organizzata dall’Unione nazionale Ufficiali in congedo (Unuci) in collaborazione con il Comune di Cremona e si svolgerà il 5 ottobre, alle 17.30. Dopo la discussione a Spazio Comune, alle 21 l’evento proseguirà nella sala del Cisvol di Via San Bernardo 2 che ospiterà la proiezione integrale del film “Nero Fiorentino” (Florence in black), basato sulla cronaca del “Mostro di Firenze”, che ha ottenuto finora 25 premi in tutto il mondo, tra cui il “Triloka International Filmfare Awards”. Questo riconoscimento è particolarmente importante perché ha premiato il film come documentario, categoria che non era mai stata considerata prima (solitamente era catalogato come thriller). Nato a Mortara nel 1961, Saccomanno vive a Crema da più di trent’anni ed è pure sceneggiatore e scrittore versatile. È un esperto di delitti irrisolti e gialli e attraverso la critica cinematografica, musicale e artistica, è diventato autore di fumetti, romanzi, biografie di musicisti e saggi. Ha collaborato alla trasmissione “Mistero” su Italia 1 come ricercatore storico.
Gianpaolo, che cosa rappresenta per lei il cinema?
«Ho cominciato ad accostarmi al cinema come sceneggiatore e come critico per alcune riviste perché a quei tempi per girare film occorrevano notevoli disponibilità finanziarie. Poi, con l’avvento del digitale si è concretizzata la possibilità di realizzare opere cinematografiche di qualità e completamente indipendenti. Ciò mi ha permesso di passare al ruolo di regista, sogno che avevo fin da ragazzo. Ho raccolto intorno a me un gruppo di tecnici e attori non professionisti, che hanno creduto nei miei progetti e che mi hanno permesso di trasformarli in film....
«Ho cominciato ad accostarmi al cinema come sceneggiatore e come critico per alcune riviste perché a quei tempi per girare film occorrevano notevoli disponibilità finanziarie. Poi, con l’avvento del digitale si è concretizzata la possibilità di realizzare opere cinematografiche di qualità e completamente indipendenti. Ciò mi ha permesso di passare al ruolo di regista, sogno che avevo fin da ragazzo. Ho raccolto intorno a me un gruppo di tecnici e attori non professionisti, che hanno creduto nei miei progetti e che mi hanno permesso di trasformarli in film....
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