Elogio del viaggiare lento Incontri e paesaggi lungo la via

A passo lento, attraverso la storia. Sta nel percorso, nell’incontro e nell’ascolto, sta nella riscoperta della memoria, dell’ambiente e delle radici contadine il senso dell’avventura che ha accompagnato “Il cammino della Postumia”. Un’ora e mezza di docufilm, con una lunga gestazione alle spalle a causa delle restrizioni che ha portato con sé la pandemia. «La proposta del cammino già di grande interesse turistico prima del Covid, è stata ulteriormente avvalorata dalla situazione che ci siamo trovati a vivere in questi ultimi anni - spiega il regista Alessandro Scillitani -. Così, abbiamo affrontato il viaggio durante l’estate scorsa, quando la situazione, più tranquilla, permetteva una spontaneità e una vicinanza maggiori». Non nuovo a esperienze di questo genere (ha già girato, tra le altre cose, “Il cammino dell’Appia”, “Ritorno sui Monti Naviganti” e “Alla ricerca di Europa”), Scillitani ha ripreso il “suo” viaggio alla ri-scoperta di chi siamo stati ma sempre con uno sguardo rivolto al futuro, verso chi potremmo ancora essere.
Scillitani, da dove siete partiti?
«Il punto di ispirazione è a Cremona nella chiesa di San Vitale dove in un affresco compare un santo pellegrino con una conchiglia. In qualche modo, si trova sulla via Postumia, ed è lui l’ispiratore del nostro viaggio. Per quanto poi concerne il percorso vero e proprio siamo partiti da Genova per arrivare ad Aquileia. Con il giornalista Paolo Rumiz, avevo già realizzato esperienze analoghe, per esempio avevamo già percorso la via Appia. La Postumia però è diversa. Intanto va detto che si tratta di una via dove molti tratti sono sovrapposti alla viabilità odierna; quindi ancora una volta possiamo dire che le strade romane tracciano le strade di oggi; nonostante questo noi continuiamo a ignorarne il valore archeologico, tanto che, per esempio, non vengono praticamente mai segnalate, da nessuna parte...
«Il punto di ispirazione è a Cremona nella chiesa di San Vitale dove in un affresco compare un santo pellegrino con una conchiglia. In qualche modo, si trova sulla via Postumia, ed è lui l’ispiratore del nostro viaggio. Per quanto poi concerne il percorso vero e proprio siamo partiti da Genova per arrivare ad Aquileia. Con il giornalista Paolo Rumiz, avevo già realizzato esperienze analoghe, per esempio avevamo già percorso la via Appia. La Postumia però è diversa. Intanto va detto che si tratta di una via dove molti tratti sono sovrapposti alla viabilità odierna; quindi ancora una volta possiamo dire che le strade romane tracciano le strade di oggi; nonostante questo noi continuiamo a ignorarne il valore archeologico, tanto che, per esempio, non vengono praticamente mai segnalate, da nessuna parte...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDì 2 GIUGNO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT