Il grande valore delle piccole cose

Uscire di casa, andare a scuola, vedere gli amici, concedersi un abbraccio o un sorriso senza mascherina. Tutto ciò che si considera sacrificabile diventa prezioso, quando smette di essere dato per scontato. A quattordici mesi dallo scoppio della pandemia, un cortometraggio a cura del Centro Ricerca “Alfredo Galmozzi” di Crema racconta l’ultimo anno attraverso gli occhi e le emozioni dei giovani. “Il Superfluo” è il titolo scelto dagli autori Francesco Bianchessi e Fabio Fusar Poli, che nel marzo 2020 hanno avviato un progetto di ricerca che presto sarà trasformato in un film. Il teaser è stato presentato negli scorsi mesi ed è online sulla pagina Youtube del Centro Galmozzi. La presentazione è prevista per il mese di settembre, ma «molto è ancora da fare», afferma Francesco. Classe 1994, dal 2012 collabora con l’associazione cremasca, dove la passione per la storia si fonde all’amore per il cinema, che oggi studia presso la Civica scuola di cinema “Luchino Visconti”.
«Lo scoppio della pandemia – racconta – ci ha messi di fronte ad una nuova necessità: documentare il presente, iniziando da subito a scavare nella realtà che stavamo vivendo». Il progetto parte proprio dalle scuole e dagli studenti, tra le categorie maggiormente colpite da lockdown e restrizioni. «I protagonisti sono ragazzi e ragazze delle scuole superiori: già nel mese di marzo 2020 abbiamo inviato alle scuole un questionario per chiedere loro come stessero vivendo l’esperienza della didattica a distanza. E’ stato un modo per avere un commento a caldo e capire come si stessero trasformando i rapporti con i loro coetanei e con la “nuova normalità”»...
«Lo scoppio della pandemia – racconta – ci ha messi di fronte ad una nuova necessità: documentare il presente, iniziando da subito a scavare nella realtà che stavamo vivendo». Il progetto parte proprio dalle scuole e dagli studenti, tra le categorie maggiormente colpite da lockdown e restrizioni. «I protagonisti sono ragazzi e ragazze delle scuole superiori: già nel mese di marzo 2020 abbiamo inviato alle scuole un questionario per chiedere loro come stessero vivendo l’esperienza della didattica a distanza. E’ stato un modo per avere un commento a caldo e capire come si stessero trasformando i rapporti con i loro coetanei e con la “nuova normalità”»...
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