Olivero: «Io e la mia voce, incollati al personaggio»

Uno e centomila, come il Vitangelo Moscarda del personaggio pirandelliano. Oppure un dottor Jekyll e un Mister Hyde della voce. Tutto questo è Alberto Olivero, attore e doppiatore torinese, da decenni residente a Crema. L’intervista all’artista - una delle più sorprendenti ascoltate attraverso i fili del telefono - non può che riportarci, per estensione, all’insegnamento dello scrittore siciliano: la vocalità di Olivero è un vero e proprio teatro, dove ciascuno porta una maschera che nasconde un’altra maschera. E così via, in un gioco quasi infinito di scatole cinesi. Il timbro di Alberto Olivero è diventato un’icona per i giovanissimi che l’hanno ascoltato attraverso il personaggio di Junior, uno dei protagonisti di Dragonball. Una carriera, quella di Alberto, costellata di personaggi che lui stesso ricorda così: «I quattro personaggi nel cartone animato Lupo Alberto rappresentano un evento singolare: è stata l’unica volta nella quale ho vinto un poker di provini, contemporaneamente. In quell’occasione i nomi dei doppiatori erano stati tenuti segreti, affinché non ci fossero raccomandazioni o pressioni. Dopo le audizioni il direttore del doppiaggio ha preteso che doppiassi tutti e quattro i personaggi. Sul grande schermo ho prestato la voce a Michael Madsen (The Lab), Val Kilmer (Masked and Anonymous) e James Mason, nelle scene inedite di “È nata una stella”. Oltre al cinema mi piace ricordare Gabe Logan nel videogioco “Syphoon Filter”, Wilhelm Ude in “Seraphin” e tanti altre esperienze, come la voce di Benvolio in una versione a cartoni animati di Romeo e Giulietta che ho anche diretto e che è uscito con la voce di Marina Massironi».
Alberto, i suoi doppiaggi sono amati dai cinefili e dagli amanti dei cartoni animati. Ci racconta i suoi esordi?
«Ho iniziato con il Teatro Tag di Venezia, insieme con Eugenio Allegri, Giorgio Bertan, Enrico Bonavera, la spagnola Montse Guaiar e il messicano Antonio Serrano. Era una compagnia molto affiatata e,...
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