“Quel che di bello splende fra gli astri”

9 MAG 24
Ultimo aggiornamento: 20:1916 MAG 25
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Versione italiana
Immagine di “Quel che di bello splende fra gli astri”
"Cremona possiede opere realizzate dai suoi pittori che contengono le qualità di tutti gli artisti e le più eccellenti attrattive della pittura. La sola sede di San Sigismondo è illustrata da tante grazie di pittura che basta da sola a confermare come i Cremonesi abbiano raggiunto in quest’arte il vertice della gloria. Quel che di ameno ride fra i fiori o di trasparente scherza nell’onda, quel che di bello splende fra gli astri, lo si vede in quella reggia della pittura” queste sono le parole di Ansaldo Cotta, gesuita e letterato, che in Picturae Augustali elogia Cremona e alcuni suoi monumenti per l’elevata raffinatezza artistica raggiunta fra Quattro e Cinquecento.
La chiesa di San Sigismondo rientra fra il novero di quei cantieri artistici che hanno elevato la cultura pittorica locale a scrigno di bellezza, eleganza, conferendole anche il ruolo di trasmettere non solo valori estetici ma anche significativi messaggi in ambito religioso e politico. Dopo il rinnovo architettonico, avviato nel 1463 per volontà dalla duchessa Bianca Maria Visconti e terminato a fine secolo, si avvia una importante riflessione in merito alla decorazione. Una data ufficiale sancisce l’avvio dei lavori pittorici: 25 maggio 1535, giorno in cui si stipula un contratto fra la fabbriceria della chiesa e il pittore Camillo Boccaccino per la realizzazione del catino absidale. I contratti e le richieste riportate negli atti ufficiali relativi alla decorazione riportano un dato rilevante: la premura dei fabbricieri nel chiedere agli artisti di essere vivaci, sensibili, raffinati tanto quanto (se non di più) lo sono stati i pittori che realizzano la navata centrale della Cattedrale....
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