San Carlo, stupore e meraviglia

22 FEB 24
Ultimo aggiornamento: 20:1616 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di San Carlo, stupore e meraviglia
Numerose manifestazioni artistiche svoltesi a Cremona negli ultimi tempi sono state ospitate nella cornice espositiva della chiesa di San Carlo, balzata così all’attenzione dopo secoli di incuria e oblio. Si tratta di uno degli edifici del patrimonio architettonico cremonese meno conosciuti perché più difficilmente ricostruibili nel loro aspetto originario. Per rappresentarcelo ci viene in aiuto Giuseppe Bresciani, che in diversi testi parla di questa chiesa soffermandosi ora su alcuni, ora su altri aspetti, ma che a essa ha dedicato anche una piccola monografia che muove dagli antefatti che l’hanno originata e prosegue in un coerente sviluppo descrittivo nel quale tutti gli aspetti (storico, artistico, religioso, di costume) convergono nell’intento di rendere la trattazione il più possibile definita.
Nella prima parte del manoscritto Bresciani riassume storicamente le origini della chiesa, costruita nello spazio sul quale sorgeva precedentemente quella di San Donnino, di cui era stata progettata la demolizione. A essa si oppose fermamente, quasi presago che in breve tempo sarebbe stata dedicata al suo santo nome, Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, figura carismatica nella sua influenza sulle folle, che giunse a Cremona nel 1575 come visitatore apostolico delle parrocchie cittadine. Da questo momento si dipana la narrazione più interessante del manoscritto, quella che descrive la costruzione di una chiesa dedicata a san Carlo eretta ex novo negli spazi di quella di San Donnino, la descrizione artistica della sua struttura, la traslazione in essa della reliquia del corpo del santo (privilegio ottenuto dalla città e segno per essa di distinzione), gli apparati trionfali allestiti per l’occasione. Una narrazione per noi illuminante ai fini della conoscenza dell’originaria struttura della chiesa di San Carlo e della sua ornamentazione (oltre la grandezza e architettura bellissima, è anco riguardevole per i molti marmi esposti), permettendo di ripercorrere idealmente gli spazi architettonici e immaginare sculture, altari, apparato decorativo di un edificio allora splendido, che poi per lungo tempo ha versato in condizioni quasi fatiscenti....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 29 FEBBRAIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT