Gennaio, “piccola porta della speranza”

Piccola porta della speranza. Nei bei versi dedicati da Pablo Neruda all’inizio di gennaio, che, benché uguale agli altri giorni, è accolto con speranza perché apre un nuovo periodo, risalta quell’apposizione: porta: un termine che esprime la funzione, propria non solo di capodanno, ma del mese stesso, di apertura di un anno futuro atteso con rinnovata positiva disposizione d’animo, e, insieme, il concetto di un cammino - del tempo storico e dell’uomo - che continua. E così, per associazione di idee, a distanze temporali stellari, ma annullate nell’immediatezza del pensiero, mi ricorre alla memoria il significato attribuito dagli antichi al mitico Giano (Ianus il nome latino), eponimo del mese di Gennaio (Ianuarius) e divinità autoctona del Lazio e dei Romani tutti che, secondo l’etimologia prevalente del suo nome riconducente a ianua, cioè ‘porta’, gli riconoscevano la prerogativa di sovrintendere e proteggere tutti i passaggi, ‘porte’ concrete e metaforiche sia nella vita di un popolo sia in quella dei singoli individui. Contiguo il significato cui conduceva un’altra possibile etimologia, che connetteva il nome al verbo latino che significa ‘andare’, ‘camminare’, a cui sembrano riferirsi sia il grande oratore latino Cicerone (II/I sec. a. C), che denomina il dio non Ianum, ma Eanum, sia, in seguito, il grammatico Macrobio Teodosio (IV secolo d. C.). In effetti, il mese di gennaio segna non l’arrestarsi del tempo a chiusura di un periodo, ma il suo continuare in un cammino, un movimento che ciclicamente si rinnova...
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