Dante Ruffini, talento autentico da riscoprire

Dante Ruffini: sono passati sessant’anni dalla sua morte, ma è sempre vivo il ricordo dello scultore le cui opere si possono ammirare a Cremona, come a Sanremo, a Milano, a Montefiascone… e sono entrate a impreziosire molte collezioni private. Per celebrare l’autore della famosa fontana dedicata ai Caduti della Libertà presso l’edificio che ospita l’Istituto Vacchelli e delle grandi sculture nella chiesa di S. Ambrogio, per citare due delle opere più conosciute presenti a Cremona, la Società Storica Cremonese ha organizzato un evento in una affollata Sala Puerari. Il pubblico, attento e interessato, ha condiviso l’emozione del ricordo con i due figli dello scultore, Laura e Marco.
La professoressa Franca Zucchetti, presidente della commissione cultura dell’amministrazione comunale, ha definito lo scultore «autentico talento dell’arte figurativa», sottolineando l’importanza per Cremona della sua figura e affidando alla professoressa Sara Fontana il compito di presentarlo. «A Cremona Ruffini ha lasciato molti segni tangibili ed è uno tra i pochi artisti locali che è stato presto conosciuto anche fuori città. Ricevette infatti commissioni per le chiese milanesi di Sant’Angelo e dell’Incoronata, a Monza realizzò un’importante Via Crucis e ha lasciato opere rilevanti anche a Sanremo e a Montefiascone, direi quindi in un raggio sicuramente nazionale. Per arrivare a questi traguardi, gli fu senz’altro di aiuto la parentela con Angelo Dossena e poi quella con Mario Coppetti, ma anche la serietà della sua formazione, per la quale non si era fermato a Cremona, a differenza di altri suoi colleghi, ma si era spostato all’Accademia d’Arte di Venezia, una scelta insolita, rara a quei tempi. Il suo esordio avvenne nel 1934 sulla scena milanese dove partecipò ad una Mostra Sindacale alla Permanente con il busto di Ponchielli, opera che ora si trova alla Scala di Milano....
La professoressa Franca Zucchetti, presidente della commissione cultura dell’amministrazione comunale, ha definito lo scultore «autentico talento dell’arte figurativa», sottolineando l’importanza per Cremona della sua figura e affidando alla professoressa Sara Fontana il compito di presentarlo. «A Cremona Ruffini ha lasciato molti segni tangibili ed è uno tra i pochi artisti locali che è stato presto conosciuto anche fuori città. Ricevette infatti commissioni per le chiese milanesi di Sant’Angelo e dell’Incoronata, a Monza realizzò un’importante Via Crucis e ha lasciato opere rilevanti anche a Sanremo e a Montefiascone, direi quindi in un raggio sicuramente nazionale. Per arrivare a questi traguardi, gli fu senz’altro di aiuto la parentela con Angelo Dossena e poi quella con Mario Coppetti, ma anche la serietà della sua formazione, per la quale non si era fermato a Cremona, a differenza di altri suoi colleghi, ma si era spostato all’Accademia d’Arte di Venezia, una scelta insolita, rara a quei tempi. Il suo esordio avvenne nel 1934 sulla scena milanese dove partecipò ad una Mostra Sindacale alla Permanente con il busto di Ponchielli, opera che ora si trova alla Scala di Milano....
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