Un museo a cielo aperto

Il mese di novembre è per eccellenza il momento in cui la maggior parte delle persone si reca al cimitero per fare visita ai propri cari, per omaggiare un famigliare, un amico, un ricordo.
L’etimologia, da coemeterium, rivela il significato più profondo: “luogo di riposo”. E da sempre questo è lo spazio del sonno eterno, che ben si lega nella tradizione giudeo-cristiana alla prospettiva della resurrezione.
Luogo di chi riposa e spazio della memoria in tutte le sue sfaccettature, individuale e collettiva: il camposanto appartiene a tutti gli effetti alla comunità e, come tale, in esso è possibile riconoscere mutamenti storici e culturali.
Il cimitero civico di Cremona, per il cui completamento ci vollero circa ottanta anni, può essere considerato una delle architetture più interessanti della città e al tempo stesso vero e proprio museo a cielo aperto.
La sua architettura e la sua storia, i monumenti in esso contenuti, le sculture che adornano e celebrano i defunti, le cappelle gentilizie con nomi illustri ed epitaffi retorici, dialogano con i vivi e permettono di scoprire e riscoprire ancora una volta la storia cittadina.
È interessante ripercorrere alcuni passaggi dell’iter storico che ha portato nell’Ottocento alla nascita dei primi cimiteri monumentali, compreso quello cremonese.
Nel Settecento, grazie al contributo della medicina, si inizia a riconoscere la pericolosità dell’usanza cattolica di collocare i defunti ad sanctos et apud ecclesiam ovvero vicino alla chiesa e ai suoi martiri, nella cripta o intorno all’edificio sacro....
L’etimologia, da coemeterium, rivela il significato più profondo: “luogo di riposo”. E da sempre questo è lo spazio del sonno eterno, che ben si lega nella tradizione giudeo-cristiana alla prospettiva della resurrezione.
Luogo di chi riposa e spazio della memoria in tutte le sue sfaccettature, individuale e collettiva: il camposanto appartiene a tutti gli effetti alla comunità e, come tale, in esso è possibile riconoscere mutamenti storici e culturali.
Il cimitero civico di Cremona, per il cui completamento ci vollero circa ottanta anni, può essere considerato una delle architetture più interessanti della città e al tempo stesso vero e proprio museo a cielo aperto.
La sua architettura e la sua storia, i monumenti in esso contenuti, le sculture che adornano e celebrano i defunti, le cappelle gentilizie con nomi illustri ed epitaffi retorici, dialogano con i vivi e permettono di scoprire e riscoprire ancora una volta la storia cittadina.
È interessante ripercorrere alcuni passaggi dell’iter storico che ha portato nell’Ottocento alla nascita dei primi cimiteri monumentali, compreso quello cremonese.
Nel Settecento, grazie al contributo della medicina, si inizia a riconoscere la pericolosità dell’usanza cattolica di collocare i defunti ad sanctos et apud ecclesiam ovvero vicino alla chiesa e ai suoi martiri, nella cripta o intorno all’edificio sacro....
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