Autunno nell’arte, simbolismo e realtà

Ricco di significati simbolici o raffinato studio della realtà, l’autunno nell’arte è occasione sia per l’artista sia per l’osservatore di immergersi in un mondo caratterizzato da tonalità calde, da quiete e al tempo stesso malinconia. L’autunno è occasione per riprodurre più o meno fedelmente la realtà, si pensi alla pittura moderna che porta con sé numerosi esempi di vedute paesaggistiche; ma è anche occasione per riflettere su simboli, allegorie, messaggi che questo porta nella vita dell’uomo. Questo secondo caso permette all’artista di riflettere sulla condizione generale dell’esistenza dell’uomo ma anche sulle numerose particolari condizioni di vita che si manifestano in base a geografia e storia del popolo. Una allegoria dell’autunno rappresentata da un pittore italiano è sicuramente differente da un’opera che di un pittore del nord Europa che vive in una dimensione culturale e climatica differente. Allo stesso modo è differente una proposta di paesaggio marino rispetto a quello montano. E per la pianura padana? Quali sono le rappresentazioni dell’autunno che caratterizzano il territorio e l’arte cremonese?
Percorrendo l’arte locale attraverso i secoli la prima testimonianza dell’autunno si trova nel fregio dei mesi posto sulla facciata della cattedrale di Cremona, un’opera fondamentale se si vuol conoscere la vita del popolo cremonese scandita da un tempo, che ha costante ritmo circolare saldamente legato all’evoluzione della natura. L’autunno del fregio si manifesta con l’attività dell’uomo che coglie le fatiche del suo lavoro: l’autunno è tempo di raccolta di uva, di prodotti della terra, ma è anche tempo di prepararsi alla macellazione della carne utile per le scorte invernali. Per questa ragione fra le figure del fregio compare un uomo che tiene un maiale per la coda, pronto per macellarlo e produrre degli insaccati, tipici della terra padana. Fra simbolismo e realtà, l’arte locale porta il visitatore a conoscere tradizioni e cultura di un popolo che, come già evidenziato per il fregio, porta con sé un legame indissolubile con la natura che lo circonda, cammina insieme alla vita del cosmo che costantemente si genera, porta frutto, si affievolisce, riposa per poi ritornare rigogliosa a colorare e popolare il mondo. Ne è un esempio il Sanmartino di Vincenzo Campi (1572), conservato nella Pinacoteca Civica di Cremona....
Percorrendo l’arte locale attraverso i secoli la prima testimonianza dell’autunno si trova nel fregio dei mesi posto sulla facciata della cattedrale di Cremona, un’opera fondamentale se si vuol conoscere la vita del popolo cremonese scandita da un tempo, che ha costante ritmo circolare saldamente legato all’evoluzione della natura. L’autunno del fregio si manifesta con l’attività dell’uomo che coglie le fatiche del suo lavoro: l’autunno è tempo di raccolta di uva, di prodotti della terra, ma è anche tempo di prepararsi alla macellazione della carne utile per le scorte invernali. Per questa ragione fra le figure del fregio compare un uomo che tiene un maiale per la coda, pronto per macellarlo e produrre degli insaccati, tipici della terra padana. Fra simbolismo e realtà, l’arte locale porta il visitatore a conoscere tradizioni e cultura di un popolo che, come già evidenziato per il fregio, porta con sé un legame indissolubile con la natura che lo circonda, cammina insieme alla vita del cosmo che costantemente si genera, porta frutto, si affievolisce, riposa per poi ritornare rigogliosa a colorare e popolare il mondo. Ne è un esempio il Sanmartino di Vincenzo Campi (1572), conservato nella Pinacoteca Civica di Cremona....
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